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di Coordinamento carcere Due Palazzi

Ristretti Orizzonti, 25 febbraio 2026

Ci arriva la notizia di 74 trasferimenti di detenuti di Alta Sicurezza, dal carcere di Parma. Anche lì sta accadendo quanto è successo a noi. Da oggi ogni giorno pubblicheremo una o più schede che riguardano le persone detenute di Alta Sicurezza improvvisamente trasferiti da Padova dopo anni di attività rieducative. Pietro Marinaro non ce l’ha fatta, e ha scelto di morire. Il dolore e lo smarrimento non ci lasciano, e iniziamo con lui, con la sua breve scheda, che ci commuove. Lui frequentava il laboratorio di cucito OCV Operatori Carcerari Volontari: Emmanuela e Giorgio che da anni gestivano il laboratorio, fanno fatica a riprendersi da questa drammatica cesura.

Sono schede che parlano attraverso la loro voce, e le voci di Momart, di Ristretti, della biblioteca, di MatricolaZero/Laboratorio di Teatro, del laboratorio di lettura e scrittura…Ma siamo certi che in modo silenzioso si aggiungano le voci degli educatori e delle educatrici (non li chiamiamo qui FGP), degli agenti di Polizia Penitenziaria, dei dirigenti che in questi anni si sono avvicendati, dei magistrati di sorveglianza … che li hanno conosciuti e seguiti.

Oggi iniziamo con Pietro e con Giovanni L.

 

Pietro Marinaro

OCV Operatori Carcerari Volontari - Laboratorio di cucito

Pietro Marinaro ha sempre partecipato attivamente da anni al laboratorio di cucito, nonostante un periodo di assenza per problemi di salute. Dopo aver superato le sue difficoltà, è stato coinvolto nella produzione di cuffiette da donare agli operatori sanitari dopo il COVID. 

Ha seguito scrupolosamente gli insegnamenti della sarta e ha contribuito alla creazione di articoli per il mercatino mensile dell’associazione OCV. Inoltre, ha partecipato alla realizzazione di piccole coperte donate ai bambini del carcere della Giudecca, affermando che il laboratorio era la sua motivazione per alzarsi al mattino.

 

Giovanni L.

Momart Laboratorio di pittura e laboratorio di scultura

Giovanni ha frequentato il laboratorio di pittura. Di origini siciliane, nei quadri riporta i colori della sua terra. I suoi lavori, che colpiscono subito per la particolare ricerca cromatica, riportano sempre profonde tematiche sociali come la guerra in Ucraina o la violenza sulle donne. In essi niente è casuale, ogni segno, ogni accostamento di colore ha un significato simbolico: è ricorrente il cigno, simbolo di fedeltà, o gli occhi, i propri o quelli degli altri, con cui guardare la vita. Era in attesa della realizzazione di una sua mostra personale in una galleria del Comune alla quale stavamo lavorando con impegno.

Ristretti/ Granello di Senape Padova ODV

La sua partecipazione all’attività del gruppo è stata particolare, ma appassionata. Particolare perché ha messo al servizio della redazione la sua capacità creativa, fornendo le sue creazioni artistiche, che sono state utilizzate per elaborare molte copertine di Ristretti Orizzonti. I risultati sono stati particolarmente significativi: copertine che hanno raccontato il carcere con un linguaggio diverso da quello che utilizziamo di solito, non la scrittura ma il disegno, la grafica.

Matricola Zero Laboratorio di teatro

Giovanni ha frequentato il corso dal primo anno di progettazione (2021) ed è rimasto fino alla fine. Si è sempre distinto per le sue doti pittoriche, suo mezzo di espressione principale. Per valorizzare questa sua dote molte delle locandine degli spettacoli sono state realizzate proprio da lui, inoltre spesso ha realizzato quadri ad hoc sui temi affrontati durante il laboratorio di anno in anno, che hanno arricchito gli spettacoli stessi diventando piccole mostre pittoriche a tema, esposte il giorno dello spettacolo. Oltre ad aver partecipato come attore, nell’ultimo anno, si è proposto come aiuto regia. Il suo impegno è sempre stato serio e partecipativo e ha sempre cercato di lavorare in armonia col gruppo.

Laboratorio esperienziale di lettura e scrittura da maggio 2025, collegato alla redazione di Ristretti Orizzonti - Granello di Senape, progetto della Casa di Reclusione ‘Ricominciare da Cultura, Formazione, Lavoro’ (finanziato da Cassa Ammende. Prima della circolare relativa alle persone detenute A.S. del 2025, in precedenza dal 2009 Laboratorio lettura, scrittura, ascolto nella redazione di Ristretti Orizzonti con persone detenute comuni e di Alta Sicurezza (sperimentazione relativa alla redazione). 

Giovanni ha partecipato dal 2021, nella sala Redazione, insieme a 15 ristretti comuni e non, al “Laboratorio lettura, scrittura ascolto”. Il suo contributo si distingue per il contatto personale cercato sempre alla fine della lezione, con domande personali e sulla famiglia, contento di dialogare sulla sua attività pittorica. Erano i suoi racconti a olio su tela: paesaggi e vedute della sua terra (soprattutto Sicilia). Spesso affronta tematiche legate alla detenzione, con scene realistiche (i colloqui “reclusi” ecc.) o simboliche (volti sbarrati ecc.) che ha offerto per le copertine di Ristretti. La sua partecipazione è attiva ma con poche domande o richieste (“non ci porti sempre quello che dicono gli altri, ci porti quello che pensa lei”). Ama leggere a voce alta i testi (articoli o racconti) del laboratorio, alternandosi ai compagni. Suoi testi e disegni sul blog “urladalsilenzio”.

Biblioteca d’istituto ‘Tommaso Campanella’, coop AltraCittà/Granello di Senape Padova ODV

Giovanni non ha mai perso un turno di apertura della biblioteca, se non per motivi di salute. Pittore autodidatta, si definisce “consuma colore”, ha iniziato a parlare dei suoi quadri, di cui illustra il significato nei minimi particolari. Da questo è nata la consuetudine da parte di una volontaria di trascrivere le sue descrizioni che sarebbe sfociata nella trasformazione delle opere in “cartoline” con l’immagine e il suo commento.

L’anno scorso ha partecipato ai gruppi di lettura, pur essendo di poche e pesate parole, partendo da una novella di Verga aveva raccontato una storia del suo paese; sollecitato dalle letture, spesso ritornava a descrivere i paesaggi e i personaggi della sua gioventù. Ultimamente aveva anche ritratto alcuni scorci della sua città, partendo da cartoline d’epoca, in bianco e nero, con solo qualche accenno di colore. Lo si chiamava il Bosch dei Due Palazzi per la frequente presenza nei suoi quadri di oggetti e forme altamente simbolici.

Da sottolineare l’atteggiamento sempre umile e pacato, di una persona che pesa le parole; spesso si parlava di attualità, leggendo articoli da riviste. Riusciva a vedere uno spazio di speranza, in una estrema sintesi: è un vinto ma non rassegnato.