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di Nuccio Ordine

 

Corriere della Sera, 29 agosto 2019

 

Pare incredibile che l'ex Sindaco non possa ottenere l'autorizzazione a recarsi a Riace per incontrare suo padre, Roberto, 93 anni, in gravi condizioni di salute a causa di una leucemia e di un infarto. Pare incredibile che Mimmo Lucano non possa ottenere l'autorizzazione a recarsi a Riace per incontrare suo padre, Roberto, di 93 anni.

Un divieto di dimora nel comune di cui è stato Sindaco gli impedisce ora di assistere il suo anziano genitore, ormai in gravi condizioni di salute a causa di una leucemia e di un infarto. E mentre una petizione indirizzata al Presidente della Repubblica ha già raccolto quasi 90.000 firme, arrivano il sostegno di Mauro Palma (Garante nazionale dei diritti dei detenuti) e molte attestazioni di solidarietà dal mondo dello spettacolo (ultimo Vinicio Capossela) e della cultura.

Tra le tante, anche quella del fisico Marc Mézard, direttore dell'École normale supérieure di Parigi: proprio in questo tempio della ricerca europea, infatti, lo scorso 6 marzo, in un'aula stracolma di professori e studenti, Lucano, Wim Wenders (che al tema dei migranti ha dedicato Il volo) e altri illustri invitati hanno riflettuto sull'accoglienza e sull'incontro tra i popoli nel Mediterraneo.

L'ex Sindaco - sarebbe un errore considerarlo un antropologo o un sociologo - ha solo avuto il merito di "vedere" con il cuore. Non si tratta qui di discutere l'operato della magistratura che non può in nessun modo essere condizionato. Ma alcune domande - giustificate anche dalla decisione della Suprema Corte di Cassazione che nel marzo 2019 ha ritenuto insussistenti le ragioni che hanno portato a decidere la misura restrittiva della libertà personale - mi sembrano legittime: siamo sicuri che Lucano vada trattato come un pericoloso delinquente?

Siamo certi che in una zona ad altissima densità mafiosa, come la Locride, il tema dell'emigrazione clandestina a Riace debba essere considerato una priorità? In molti siamo convinti che l'ex Sindaco, ormai simbolo nel mondo di un modello aperto di accoglienza, sia vittima di un clima di odio e di egoismo che, in questi anni, ha avvelenato ogni forma di civile convivenza. Qui la "pietà" (ha ragione Lucano a ribadirlo) non c'entra. Sono in gioco solo la giustizia e i diritti umani.