di Virginia Piccolino
Corriere della Sera, 24 aprile 2023
La penalista Paola Severino: il loro impegno come volontari nelle carceri ne è una prova. Adolescenti più fragili e autoisolati dopo il lockdown? Paola Severino, ex ministro della Giustizia e vicepresidente Luiss di ritorno dal Festival dei giovani, dove 15-17enni hanno affollato il suo evento sulla legalità, è convinta di no.
Perché?
“Non li vedo più fragili. Ma rafforzati. Come chi ha superato una prova difficile. Semmai spaventati da eventi imprevedibili e quindi motivati a crearsi una professionalità, cosa che li rassicura”.
Cosa glielo fa pensare?
“Vederli a migliaia seguire attenti e interessati un incontro su giustizia e carcere, scambiandosi idee, è cosa che mi sorprende e mi emoziona, e fa capire che sui temi della concretezza ti seguono”.
Ad esempio?
“A loro mondo. Il digitale, la cyber sicurezza, specializzazioni che danno sbocchi di carriera in cui sono protagonisti. Vedo con quale passione seguono Scuola 42: modello senza insegnanti né vincoli di tempo e spazio che Luiss, mutuandolo dalla Francia, ha lanciato a Roma e Firenze. I ragazzi risolvono problemi complessi discutendo fra loro e valutando gli altri. Modello che pensiamo di proporre anche ai giovani detenuti: un aiuto a tornare alla legalità”.
Gli adolescenti non sono più affascinati da modelli arroganti e violenti, da stadio?
“Quel modello esiste. Ma se dialoghi con loro scopri che hanno un fortissimo senso della giustizia è dell'ingiustizia. Bisogna trasformare il pensiero critico in pensiero più profondo. E far capire perché le scorciatoie sono effimere e la giustizia ha un senso. In questo si impara reciprocamente”.
Cosa intende?
“Tu accendi la miccia. Poi sono i giovani con la loro vitalità e creatività a delineare le progettualità. Otto anni fa, quando abbiamo iniziato il progetto Luiss “Legalità e Merito”, rendendo studenti volontari “ambasciatori della legalità” nelle carceri, avevamo solo 8 volontari. Adesso sono izto e fanno nascere iniziative bellissime. Come lo sportello counselling in cui danno indicazioni ai detenuti su lavoro e reinserimento sociale”.
Nel lockdown i ragazzi tutor hanno scoperto con i detenuti-studenti cosa significa la reclusione. Ora?
“Sono più maturi. Il carcere visto da un ragazzo che per la prima volta si sente limitato della libertà ha un'altra prospettiva. Rebibbia-lockdown, il docufilm che ne abbiamo tratto, lo fa capire bene”.
Tra gli adulti non cresce insofferenza alle regole?
“Non dobbiamo scambiare semplificazione con abbassamento della legalità. Le regole vanno rispettate ma non devono creare l'impossibilità di decidere. E il digitale può aiutare a rendere la semplificazione trasparente”.
Si riparla di modifiche alla legge Severino. Che ne pensa?
“L'abuso d'ufficio è stato interpretato in maniera amplificativa. Il Parlamento è sovrano, ma se si volesse restringerlo o limitare la sospensione a reati gravi e di mafia sarei favorevole”.










