Il Messaggero, 20 gennaio 2025
Il presidente dell’Anm Giuseppe Santalucia: “Delegittima le toghe stare in silenzio di fronte a una riforma che peggiorerà il servizio giustizia e indebolisce il quadro delle garanzie”. “Lanciamo un grido di allarme. Non c’è mai stata negli ultimi 50 anni, forse, una riforma che stravolge radicalmente la fisionomia della nostra Costituzione alterando quelli che sono i rapporti tra i poteri dello Stato e gettando le basi per un possibile condizionamento del potere giudiziario”. Lo ha detto Salvatore Casciaro, segretario generale dell’Anm, parlando ad Agorà in onda su Rai Tre, della separazione delle carriere. “Delegittima le toghe stare in silenzio di fronte a una riforma che peggiorerà il servizio giustizia e indebolisce il quadro delle garanzie”. Lo ha detto a Sky Tg24 il presidente dell’Anm Giuseppe Santalucia, ribattendo ai penalisti secondo cui lo sciopero contro la separazione delle carriere delegittima i magistrati. “Stiamo privando i magistrati del diritto di elettorato attivo e passivo. È come dire: non siete in grado di eleggere i vostri rappresentanti. Il sorteggio non è la panacea di tutti i mali e umilia la magistratura, unica tra le tante a vedersi privata di questo diritto”, ha aggiunto Santalucia.
Una riforma costituzionale come la separazione delle carriere “cambia il volto della magistratura. Se sarà questa la volontà del Paese saremo rispettosi, ma abbiamo il dovere di dire quello che pensiamo”, ha detto poi il presidente dell’Anm. Con lo sciopero e con la protesta in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario “abbiamo ritenuto necessario richiamare l’attenzione dei cittadini sulla riforma e sul fatto che il referendum non venga vissuto come un sondaggio sul gradimento della giustizia e del suo servizio”, ha spiegato Santalucia che ha escluso qualunque “mancanza di rispetto”, solo la volontà di puntare un “faro su un punto essenziale per la vita democratica del Paese”. Santalucia ha anche fatto presente che le cause di ciò che non va nel servizio giustizia “non sono addebitabili ai magistrati. Noi stiamo facendo tutto il possibile, ma da soli non ce la facciamo” ha aggiunto facendo esplicito riferimento alle competenze che ha in materia il ministro della Giustizia.










