sito

storico

Archivio storico

                   5permille

   

di Andrea Vivaldi

La Repubblica, 29 settembre 2025

Assunti con i fondi Pnrr, lavorano al fianco dei magistrati. I contratti scadono a giugno. Sono le figure che negli ultimi anni hanno permesso in tanti tribunali di rendere più veloce la macchina della giustizia. Da quando, oltre tre anni fa, sono stati assunti a tempo determinato, si sono ridotti i tempi dei processi. E soprattutto sono stati abbattuti enormi carichi di fascicoli arretrati: migliaia di cause andate finalmente a sentenza. Eppure adesso quei lavoratori della giustizia che erano stati ingaggiati attraverso il Pnrr rischiano di non essere confermati. Il loro futuro è incerto. Ufficialmente i contratti scadranno a giugno 2026, ma il loro destino si deciderà molto probabilmente a breve, con la prossima Legge di Bilancio.

Entro fine anno il governo deciderà se destinare i fondi necessari a mantenere gli attuali organici. In Toscana si contano oltre 400 “precari del Pnrr” e quindi a rischio. La fetta più grande è al palazzo di giustizia di Firenze: 270 tra tribunale e Corte d’Appello. Sono operatori data entry, cioè dedicati all’inserimento dati oppure alla trascrizione da cartaceo a digitale, poi funzionari tecnici dell’amministrazione, contabilità, informatica, ma soprattutto ci sono addetti all’ufficio per il processo (Upp). Una categoria, quest’ultima, finita a lavorare a fianco dei magistrati, dando una mano nella preparazione delle udienze, nella gestione di migliaia e migliaia di pagine di processi. Permettendo ai giudici ad esempio di concentrarsi maggiormente nella definizione delle sentenze.

Per i 12 mila professionisti ingaggiati in tutta Italia è stato per il momento formulato un decreto che ne prevede la stabilizzazione per circa 3 mila (2 mila 600 nell’area dei funzionari e 400 nell’area degli assistenti). Ma non è chiaro ancora con quale criterio saranno scelti. Una serie di incertezze, lamentano addetti e sindacati, che solleva numerosi dubbi. “Questi professionisti sono oggi un asse portante del sistema giustizia. Se vanno via, siamo al collasso - spiega Mirella Dato, responsabile del comparto Fp Cgil Firenze -. Stanno venendo impiegati sulla base di un modello organizzativo già presente in Europa che funziona e aiuta ad accelerare i tempi del processo. In diversi ormai svolgono attività che spetterebbe a personale a tempo indeterminato, fronteggiano la carenza profonda di personale in questo settore pubblico. Molti inoltre hanno abbandonato la professione forense perché credevano nella riforma”.

Lo spettro di non essere rinnovati aleggia già da tempo. Tanto che mese dopo mese diversi Upp hanno già lasciato il posto: hanno rinunciato a lavorare nel ramo giustizia e sono andati a fare concorsi per accedere all’Agenzia delle Entrare, Inps, Agenzia Dogane e Monopoli, Comuni. “Molti hanno accettato posizioni in altre amministrazioni che erano a tempo indeterminato e quindi più sicure - prosegue Dato - chi è rimasto vive purtroppo una condizione instabile”.

La Cgil già due settimane fa aveva indetto a livello nazionale uno sciopero per “i precari Pnrr della giustizia”. Al palazzo di giustizia fiorentino l’adesione era stata del 95%. “Noi chiediamo la stabilizzazione di tutti questi lavoratori - dice Maurizio Banci, rappresentante sindacale della Fp Cgil di Firenze - occorrono garanzie occupazionali per chi negli ultimi anni ha supportato direttamente i magistrati, l’organizzazione dell’ufficio ed ha reso più efficiente il sistema.

È importante non disperdere competenze e avere investimenti stabili sul personale”. La Fp Cgil di Firenze, nei giorni scorsi, aveva sottolineato che “la giustizia italiana non può poggiarsi sul lavoro precario. Servono risposte immediate da parte del Governo e del ministero della Giustizia per garantire il futuro lavorativo di centinaia di persone qualificate che hanno contribuito a ridurre i carichi arretrati e a rendere più efficiente il sistema”.