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di Antonella Mascali


Il Fatto Quotidiano, 28 ottobre 2020

 

Nel decreto legge Ristori approvato ieri dal Consiglio dei ministri, c'è anche un mini-pacchetto Giustizia col ritorno di misure anti Covid negli uffici giudiziari. Si ripristinano i collegamenti da remoto, ma con paletti. Per quanto riguarda le indagini preliminari, sia le persone indagate sia le persone offese possono essere sentite da remoto, se ritengono anche nello studio dell'avvocato che le rappresenta.

C'è sempre la possibilità di garantire la riservatezza del confronto indagato-difensore. Da remoto possono essere sentiti i consulenti dei pm o della polizia giudiziaria, pure nei loro studi, ma il difensore di un indagato può opporsi a questa modalità "ove il compimento dell'atto preveda la sua presenza". Il giudice delle indagini preliminari può essere in video collegamento, ma solo per l'interrogatorio. Tornano a porte chiuse le udienze dei processi penali e civili, anche se in tempi "normali" il pubblico e i giornalisti possono assistere.

L'udienza può celebrarsi da remoto, ma non quando è prevista la discussione finale o quando devono essere esaminati testimoni, consulenti o periti, a meno che acconsentano le parti. Per quanto riguarda i processi penali con imputati detenuti, qualora la loro presenza fisica sia ritenuta rischiosa, nell'ottica di evitare il contagio del Covid, è previsto che possano partecipare in videoconferenza. E veniamo alle udienze che toccano migliaia di persone: saranno udienze cosiddette cartolari quelle per separazione consensuale e divorzio congiunto se tutte le parti che avrebbero diritto ad assistere all'udienza vi rinunciano espressamente.

Per quanto riguarda le deliberazioni collegiali, sia per i procedimenti civili sia per quelli penali, i giudici possono assumerle da remoto. Se, invece, si tratta di un processo con giudice monocratico, può partecipare all'udienza da remoto non dall'ufficio ma da un luogo diverso solo se si trova in quarantena o isolamento fiduciario per Covid. Per tutti gli atti è consentito il deposito per posta elettronica certificata.

Il deposito di atti alle procure "avviene esclusivamente mediante deposito dal portale del processo penale telematico" e "si intende eseguito al momento del rilascio della ricevuta di accettazione da parte dei sistemi ministeriali". Per evitare afflussi rischiosi nelle cancellerie è consentito agli avvocati l'accesso agli atti dopo la "discovery" da remoto. Accesso ai registri da remoto pure per i cancellieri in smart working.