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di Caterina Malanetto

La Stampa, 7 agosto 2026

L’esperto di subculture digitali: “Così i ragazzini vengono fomentati a commettere stragi nelle scuole”. Flavio ha quasi 15 anni e vive da 5 nella piccola città di Mosta, al centro dell’isola di Malta. Abita con mamma e papà, frequenta un istituto professionale. Quando torna a casa da scuola, gioca ai videogiochi. A Roblox, nello specifico, una sorta di metaverso che ospita tantissimi giochi e dove puoi chattare con gli altri utenti. Una vita semplice, un ragazzino normale. Un giorno, però, succede qualcosa di strano. Flavio chiama la sua scuola e avverte: “Ho nascosto una bomba in classe”. Panico, le aule vengono evacuate.

Ma non viene trovata nessuna bomba. Sembra una bravata, uno scherzo, un’idea strampalata per saltare un’interrogazione. Ma la polizia maltese non lascia correre. Viene sequestrato il telefono del ragazzo e al suo interno si scopre qualcosa di squallido: materiale pedopornografico, contenuti che inneggiano al nazismo, al suprematismo.

L’arresto e il carcere - Flavio viene arrestato con nove capi d’imputazione che includono procurato allarme e associazione con finalità di terrorismo. Il tribunale locale gli nega la libertà su cauzione: il 25 maggio Flavio va in carcere. A 70 giorni dall’inizio della detenzione, i genitori lanciano l’allarme in Italia. “Per quattro giorni è stato in isolamento nella divisione 6 del carcere di Corradino per adulti - denuncia il padre all’Ansa - dove per il forte stress si è autolesionato. Poi ha trascorso 35 giorni chiuso per 22 ore su 24, costretto a mangiare in piedi e per tre giorni a nutrirsi con le mani perché nessuno si è preoccupato di fornirgli delle posate”. Una condizione “simile a quella del 41bis in Italia”, dichiara la madre. Per il padre, è “una fortuna che nel carcere ci siano guardie abbastanza umane, che si chiedono perché un ragazzino sia detenuto in condizioni simili”. Effettivamente, la domanda sorge spontanea: come può un 15enne essere in arresto con accuse simili? E cosa c’entra Roblox?

Roblox e la radicalizzazione online - “Roblox è caratterizzato da due elementi: una moderazione ridicola e la possibilità di creare un proprio gioco personalizzato. Proprio questa libertà è il problema: diventa terreno fertile per lo sviluppo di segmenti eversivi, così come avviene su forum come Reddit e 4chan”, spiega Antonio Pellegrino, autore ed esperto di subculture digitale. Pellegrino esplora da anni queste piattaforme - Roblox compresa - e nel suo libro, “Idioti dell’orrore”, ha ricostruito l’ascesa di correnti online che spingono adolescenti soli e insoddisfatti ad alimentare l’un l’altro l’attrattiva per le stragi di massa e i loro autori.

Peccato che, da tendenza tipicamente statunitense, il fascino per queste bolle digitali stia arrivando anche in Italia. “Tutti oggi si affrettano a parlare di “terrorismo nichilista” - continua l’esperto - ma già vent’anni fa i sociologi americani, studiando gli school shooter, coniarono una definizione molto più calzante: “terrorismo narcisista”. Compiere un’azione violenta - o minacciare di farlo - non per un’ideologia, ma per diventare famosi, che sia sui media tradizionali o semplicemente all’interno del proprio gruppo online”.

Saranno famosi - Nessuna challenge alla “Blue Whale”, nessuna costrizione: più semplicemente, la voglia di contare qualcosa in quella community online. Su Roblox, poi, non è troppo complicato trovare questi sottoboschi: ne sono un esempio i giochi tematici che simulano le sparatorie nelle scuole. “Vengono puntualmente rimossi - spiega Pellegrino - ma gli utenti riescono comunque a ritrovarsi”.

E chi muove i fili? “Non dobbiamo cascare nell’idea del ragazzino ingenuo plagiato da un’organizzazione globale - continua Antonio Pellegrino - non ci sono prove di una regia coordinata dall’alto, ma piuttosto di singoli soggetti, spesso adulti, che sfruttano codici e riferimenti per agganciare i giovani e istigarli a compiere reati. Ma quasi mai qualcuno li obbliga: si tratta di ragazzini con tendenze già presenti che trovano in queste comunità online una cassa di risonanza”.

L’adescamento - Per come è strutturato, con un’estetica visiva amatoriale e infantile, Roblox attira soprattutto bambini e adolescenti. Per questo la piattaforma è stata spesso teatro di reati legati alla pedofilia. L’adescamento per la radicalizzazione avviene allo stesso modo: “Creo un gioco X - spiega Pellegrino - vedo chi partecipa, aggancio il ragazzino e lo tiro dentro la mia rete. In America, ad esempio, l’organizzazione neonazista Patriot Front ha letteralmente invaso alcuni giochi su Roblox: si presentano con le divise del gruppo, reclutano i giovani utenti e arrivano persino a simulare colpi di Stato virtuali”.

Vittima e carnefice - Il 15enne ha anche ricevuto la visita dell’Ambasciatrice d’Italia a Malta che, su istruzione del ministro Tajani, ha sollevato in più occasioni il caso con le autorità locali. Per ora, l’unica cosa che si sa è che Flavio sta bene e la prossima udienza è fissata per il 19 agosto. Ciò che può salvarlo è stabilire se sia stato effettivamente una vittima, ma si tratta di un perimetro che in questi casi risulta un po’ stretto.

“È una semplificazione banale - commenta Pellegrino - chi commette un reato o procura allarmi non può essere del tutto deresponsabilizzato, ma trattare un 15enne adescato in rete alla stregua di un terrorista internazionale non mi sembra la misura adatta. Tenere questi ragazzi in massima sicurezza con l’illusione di farsi consegnare i nomi dei “famigerati capi” dell’organizzazione è una follia: dato che in questi ambienti è tutto anonimo, cosa volete che vi dicano? Serve distinguere la responsabilità individuale dalla comprensione reale del fenomeno”.