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di Antonio Alizzi

Il Dubbio, 21 febbraio 2023

“Ho sentito e letto la requisitoria del procuratore generale, effettivamente non c’erano gli elementi per poter applicare a Cospito una misura così drammatica. E chi descrive il 41 bis come un luogo dove tutto sommato sembra di stare in un albergo di terza categoria falsifica la realtà”. Parola di Nico D’Ascola, avvocato e giurista.

Il professore avvocato Nico D’Ascola i temi giuridici li conosce come le sue tasche. Oltre ad insegnare diritto penale, nel 2016 ha presieduto la commissione Giustizia del Senato, quando al governo c’era Matteo Renzi con il Nuovo Centrodestra. L’argomento del giorno è senza dubbio il caso di Alfredo Cospito, detenuto al 41 bis nel carcere di Milano Opera, ma oggi in ospedale per via delle sue precarie condizioni di salute a seguito della decisione di non mangiare da ormai diversi mesi. D’Ascola, nel suo ragionamento, ha risposto anche alle affermazioni di Piercamillo Davigo, che nel corso della trasmissione “Perfidia”, in onda su LaC Tv, alla quale ha partecipato anche il direttore de Il Dubbio Davide Varì, aveva dichiarato che i detenuti al 41 bis possono scegliere anche il menù.

Professore D’Ascola, cosa pensa del caso Cospito e del regime di 41 bis?

È una materia estremamente delicata, direi che è una materia eccezionale proprio nel significato che terminologicamente si attribuisce appunto a questo vocabolo, quindi deve essere applicata nei casi di extrema ratio in cui non se ne può fare a meno. Ora nel caso di Cospito, c’è il procuratore generale presso la Corte di Cassazione che ha dato parere contrario al mantenimento della misura nei confronti di costui. Credo che la disponibilità di questi mezzi si debba necessariamente accompagnare ad una capacità di selezionare le persone alle quali applicali. In alcuni casi, come questo, non si può fare i burocrati. Quando c’è una realtà umana non si può fare gli impiegati, ma bisogna fare gli intellettuali e allora si sbaglia se non si fanno delle scelte veramente avvedute dove effettivamente non c’è soluzione.

In quali casi?

Quando si ha contezza che dalle carceri si danno ordini per commettere omicidi, per trafficare droga. È chiaro che lo Stato queste cose non le può consentire, questo è l’aspetto più delicato. Con situazioni che hanno una base politica, come in questo caso, le cose possono determinare fenomeni, fermenti, insurrezioni quindi la dilatazione sostanzialmente del dissenso. Ritengo che ci voglia molta prudenza e molta serietà. Io ho sentito e letto la requisitoria del procuratore generale, effettivamente lì non c’erano gli elementi per poter applicare a Cospito una misura così drammatica, perché chi descrive il 41 bis come un luogo dove tutto sommato sembra di stare in un albergo di terza categoria falsifica la realtà. La Costituzione dice che la pena non può consistere in trattamenti disumani e degradanti. La privazione della libertà personale non può consistere in altre privazioni ulteriori, che si sommano alla privazione della libertà personale con il 41 bis. Ripeto quando si trattano realtà umane bisogna essere molto oculati.

Parla di ciò che successe in Italia dagli anni 60 in poi?

Noi abbiamo una tragica esperienza, quella delle brigate rosse, e gli anni di piombo che forse per le nuove generazioni sono qualche cosa di inesistente, non si creano situazioni conflittuali di questo motivo se non si è proprio strettamente costretti. Il fatto che il procuratore generale abbia detto in maniera motivata, non facendosi prendere dalla foga, che forse non c’erano i presupposti per l’applicazione del 41 bis è un indice che però dimostra come d’altra parte si agisca con leggerezza.

Se fosse stato al Governo come avrebbe agito?

Avrei fatto la stessa cosa dinanzi alla minaccia di un ricatto che viene dalla piazza, ci mancherebbe altro, ne andrebbe della serietà e della credibilità dello Stato. Ma ripeto, queste situazioni di conflitto vanno evitate, non possiamo correre il rischio di avere un’insurrezione armata dentro lo Stato perché qualcheduno ha sbagliato. Ci vuole maggiore saggezza, maggiore prudenza. Il 41 bis va applicato in extrema ratio, mentre qui vedo che si dà con una certa disinvoltura.