di LIana MIlella
La Repubblica, 7 giugno 2020
Et voilà. Al Senato, colpo di teatro sull'età pensionabile dei magistrati. A qualsiasi categoria appartengano, ordinari, amministrativi, contabili, militari, ma anche avvocati e procuratori dello Stato. E visto che ci siamo pure per medici e chirurghi.
Con un nome di spicco che firma l'emendamento, quello del presidente della Commissione Antimafia Nicola Morra, assieme a una pattuglia di grillini (o già ex) critici sulla gestione del partito (Lannutti, Ricciardi, Giarrusso, Lezzi, Garruti, Coltorti, Corrado, Pavanelli, Guido - lin). Un blitz in tre articoli sui decreti legge del Guardasigilli Alfonso Bonafede fatti per riportare in carcere i quasi 500 mafiosi messi ai domiciliari.
Domani la "guerra" si scatenerà in commissione Giustizia. L'ufficio legislativo di via Arenula ha già dato parere negativo. E Bonafede sarebbe a sua volta contrario. Nessun ammiccamento, anche se chi ha proposto il testo vorrebbe sostenere il contrario, da parte del Pd.
Perché, sentiti da Repubblica, dicono no sia il responsabile Giustizia dei Dem Walter Verini, sia il capogruppo al Senato Franco Mirabelli. No anche da Piero Grasso di Leu. E da Giuseppe Cucca di Italia Viva.
Ma qual è la sostanza della proposta? Dagli attuali 70 anni si vuole ritornare a 72. Ma c'è pure la possibilità di recuperare i giudici andati in pensione dopo il 30 aprile 2019. Per loro si aprirebbe la chance, se presentano la domanda, non solo di rimettersi la toga, ma perfino di riprendersi il posto che avevano, se è ancora libero. O di conquistarne un altro disponibile.
Se passasse la norma, resterebbe magistrato per altri due anni Piercamillo Davigo, l'ex pm di Milano oggi al Csm, anziché andare in pensione il 20 ottobre. E, per un pugno di giorni, potrebbe rientrare anche l'ex procuratore di Roma Giuseppe Pignatone, il cui ultimo giorno di lavoro è stato l'8 maggio 2019.
Va detto che Davigo, che sicuramente resterà consigliere del Csm, ha già avanzato querele quando una norma simile è stata presentata alla Camera battezzandola come fatta per lui. Ma con lo scandalo Palamara ha senso una norma del genere?
Dice "no" l'ex procuratore di Milano Bruti Liberati, "vittima" del taglio da 75 a 70 anni dell'ex premier Renzi nel 2014. "Questi stop and go sono il concime per le peggiori scorribande". In Europa, in media, le toghe vanno in pensione a 65 anni.
Quando è nata la Repubblica italiana l'asticella era a 70 anni. L'ex Guardasigilli Martelli la portò a 72. E Berlusconi nel 2002, nella speranza di spostare un processo da Milano, la spinse a 75 per l'allora presidente della Cassazione Nicola Marvulli. Ma gli andò male lo stesso.










