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di Silvia Grilli

Grazia, 11 settembre 2025

Un’altra donna si è uccisa nel penitenziario di Sollicciano, a Firenze. È il 61° suicidio in una cella italiana dall’inizio dell’anno. Dobbiamo capire che questi non sono episodi isolati, ma la prova dell’indifferenza del nostro Paese. Una giovane donna di 26 anni, una detenuta nel carcere di Sollicciano, a Firenze, si è suicidata. Dall’inizio dell’anno è il terzo suicidio nello stesso carcere, uno dei peggiori d’Italia, dei più abbandonati, tranne che per l’ostinazione dei volontari. Ed è il terzo suicidio in pochi giorni in Italia. La giovane donna rumena di 26 anni si è impiccata all’alba, nella sua cella. L’hanno soccorsa ma era troppo tardi.

Era in carcere da quasi un anno, per avere aggredito un uomo anziano che cadendo aveva riportato lesioni gravi. Il suo avvocato la ricorda, nell’ultimo incontro, “di buon umore” perché le aveva comunicato la possibilità di fare istanza dei domiciliari, avendo ottenuto una disponibilità dall’unica persona che la aiutava. Anche una donna di 52 anni si è impiccata con un lenzuolo, giovedì scorso a Rebibbia. Nel 2025, dal primo gennaio, si sono suicidate 61 persone in carcere, compreso un ragazzo minorenne.