di Vittorio Feltri
Libero, 15 gennaio 2023
Il caso Cospito e il 41 bis. Non ne avrà per molto Alfredo Cospito che sta digiunando per protesta, in carcere, recluso da anni col regime cosiddetto 41 bis che prevede un isolamento assoluto. Egli è privato di tutto, anche della libertà di andare al cesso senza essere spiato.
Vero che la persona in questione, un anarchico, ne ha combinate di brutte: gambizzò un dirigente d’azienda e fece esplodere due ordigni davanti a una caserma di Cuneo, ma non mi sembra il caso di riservargli un trattamento parificato alla tortura.
Dopo anni e anni di detenzione, Cospito non ce la fa più a subire angherie di tipo medievale e ha deciso di lasciarsi morire rifiutando di nutrirsi. Da oltre due mesi non ingerisce un boccone e ormai è ridotto male: pelle e ossa, è una larva e la giustizia se ne lava le mani, dimostrando di essere priva di coscienza e di un minimo di umanità. Addirittura c’è chi in alto loco pensa di trasformare la pena che già gli è stata inflitta in ergastolo ostativo, che è notoriamente un supplemento vergognoso di crudeltà nei confronti di chi ha commesso reali gravi.
Se ciò accadesse sarebbe una ulteriore prova che certe leggi nostrane sono folli e meriterebbero di essere mandate al macero. Condannare uomini che hanno sgarrato è lecito ma non bisogna andare contro la Costituzione che attribuisce alla cella e alle sbarre la funzione di rieducare e non quella della vendetta sociale verso il reo.
Il 41 bis, e in genere l’isolamento diurno, sono sevizie indegne di un Paese civile di tradizione cristiana. Imploriamo il governo di porre fine alle citate efferatezze di cui tutti noi, e non solo chi le ha introdotte, dobbiamo vergognarci. La vicenda di Cospito è emblematica. Costui preferisce lasciarsi morire di fame piuttosto che sopportare determinate angherie che mi fa orrore anche solo descrivere.
È inammissibile che l’Italia si comporti peggio dell’Iran che almeno prevede la condanna a morte per impiccagione, mentre qui da noi ipocriti la gente che ha sbagliato la uccidiamo lentamente, sottoponendola a sofferenze che trafiggono il cuore. Restituite subito a Cospito il diritto di essere considerato un individuo e non uno straccio.










