di Marco Casonato*
Corriere Fiorentino, 19 luglio 2024
Qui dentro funziona soltanto il volontariato, in maniera stupefacente nonostante le difficoltà. In buona parte è cattolico, ma c’è anche quello musulmano. Sono sempre i volontari gli unici presenti, anche a Ferragosto Caro direttore, ho avuto modo di apprezzare la doppia pagina del Corriere Fiorentino dello scorso 6 luglio dedicata al carcere ed anche a quanto aveva invano cercato di comunicare il giovane detenuto che a 20 anni si è impiccato. Poiché tra le varie voci manca quella di un detenuto - se non il morto - confido che voglia concedermi spazio in quanto detenuto. La prima presidente della Corte di Cassazione, Margherita Cassano, afferma che “non hanno funzionato tutti i presìdi previsti”. Il problema è che non funzionano mai e che nessuno tra “chi di dovere” se ne interessa.
Per esempio non viene neppure consegnata la sintesi del regolamento a ogni nuovo detenuto, come previsto dalla legge, e se immaginiamo un detenuto non italiano capiamo che dovrebbe essere scritta anche in arabo, in inglese, in francese. In genere non viene neppure permesso di consultare il regolamento dell’istituto in biblioteca, o perché non è stato redatto e firmato o perché viene “tenuto segreto” anche se è previsto dalla legge.
Prima presidente, in precedenza presidente della Corte d’Appello di Firenze, dice candidamente “non sono in grado di comparare (le carceri) perché non ho una visione completa del panorama nazionale”, ma un’altissima autorità che manda le persone in prigione non sa in che posti le manda? Anche la polizia penitenziaria di Sollicciano ne parla malissimo, neanche a loro piace lavorare tra topi ed escrementi di piccione, nel sudicio; se la presidente si ritrovasse un fascicolo rosicchiato da un topo come reagirebbe?
Cassano ricorda poi che Sollicciano era nato “per essere una struttura parte integrante della città”. Ma che parte di città può essere se è rigidamente chiusa? In Inghilterra dopo la Thatcher le carceri in centro città sono stati venduti dato l’enorme valore dei terreni e le celle trasformate in monolocali per operatori di Borsa (una sorta di legge del contrappasso) o giovani coppie, e col ricavato sono state costruite carceri nuove igieniche e a norma fuori città. Inoltre per lo Stato un carcere in centro costituisce una fonte di infezione pericolosa per i cittadini che vivono nelle vicinanze. L’ho constatato durante il Covid, ma abbiamo avuto la scabbia in certe zone, cimici, malattie tropicali, tre tipi di meningite, persino la lebbra ha fatto la sua comparsa. Anche i topi neri (quelli delle pestilenze del Medioevo) fanno capolino. Tutto tenuto nascosto ai cittadini, oltre ad una variegata scelta di pantegane, topi e topolini, oltre a scarafaggi grossi e medi, lenti e veloci.
La riforma Cartabia di grande importanza nell’abbandonare una visione carcere-centrica, ha avuto scarso rilievo pratico poiché è avversata dalla magistratura di sorveglianza, dai servizi sociali Uepe ed anche dai cosiddetti educatori, che in virtù di un accordo sindacale sono divenuti funzionari: “costituiscono ciò che è stato chiamato dal filosofo una “polizia speciale”, che è conseguentemente senza regole. Le eccezioni non mancano, ma si tratta di poche persone eroiche che osano andare contro-corrente.
Sulla sanità carceraria stendiamo un velo pietoso, perché richiederebbe un’analisi a parte, diciamo che a Gaza si gode di miglior assistenza medica. Last but not least, tutti le carceri sono piazze di spaccio contese tra gang, ove con facilità e indicibili complicità si può trovare tutto ciò che è vietato, basta pagare. Si creano peculiari effetti psichiatrici, condotte patologiche e sovente non controllate che alimentano il caos, vengono risolte con trasferimenti che non risolvono, ma passano la patata bollente ad altri.
Consiglio infine alla dottoressa Cassano di consumare un pasto dei detenuti a Sollicciano all’interno del ventre del carcere in una sezione, dal carrello come si usa dire, e dopo pranzo chiedere di visitare la cucina. Raramente la carne puzza, talvolta le verdure sono quelle che si usano per alimentare gli asini, le cotolette forse sono stampate in 3D: sperimentiamo il futuro Transumano.
Infine gli enti locali: la Regione e il Comune non forniscono neppure mensilmente un servizio anagrafe, i patronati non vengono in carcere. Un incubo amministrativo. Il volontariato esiste, funziona in maniera stupefacente nonostante le difficoltà, in buona parte cattolico, esiste anche musulmano che consegna copie del Corano e tappeti per la preghiera, e volontari di altre religioni o laiche. Anche per occasioni di lavoro esterno funziona solo il volontariato, sono sempre i volontari gli unici presenti a Ferragosto, quando anche nel mondo libero ci sono più suicidi.
*Detenuto nel carcere di Pisa











