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di Giovanni Russo Spena

Left, 18 agosto 2024

Il ragazzo ha problemi psichici seri. Sappiamo bene che, purtroppo, il carcere non aiuta. Anzi, l’isolamento potrebbe indurlo a compiere gesti di autolesionismo. Ancora una volta poniamo attenzione all’asprezza della condizione carceraria, al garantismo, allo Stato di diritto. Qui parliamo della vita di un giovane italiano, detenuto da più di tre mesi nel carcere belga di Hasselt. Il ragazzo ha problemi psichici seri. Sappiamo bene che, purtroppo, il carcere non aiuta. Anzi, l’isolamento potrebbe indurlo a compiere gesti di autolesionismo. Ne parliamo con il padre.

Perché suo figlio è in carcere?

Mio figlio ha 27 anni ed è rinchiuso in un carcere belga da metà maggio, accusato del furto di otto collanine. Non sostengo l’innocenza di mio figlio, perché non è questo il punto. Tengo, però, a dire, che l’avvocatessa che difende mio figlio, a fronte dei trenta mesi di detenzione richiesti dal Pubblico ministero, ha sostenuto la piena assoluzione in base ad un’attenta analisi probatoria. Cito solo alcuni elementi. Addosso a mio figlio non è stata rinvenuta alcuna refurtiva, non è stata eseguita alcuna analisi delle telecamere presenti, non è stato eseguito alcun controllo delle impronte digitali e nessuna lettura del Dna sullo spray ritrovato. Non è stata, inoltre, svolta alcuna indagine sui numeri di telefono trovati sul cellulare di mio figlio di coloro che si è supposto fossero i suoi complici. Esistono, infine, altri fascicoli per fatti simili avvenuti nella stessa data. Il che lascia intendere che altri autori fossero “attivi”. Non solo: l’avvocatessa ha tenuto a specificare alla Corte che una pena detentiva fissa per mio figlio non era assolutamente una soluzione adeguata, che esistono soluzioni alternative e che devono essere prese in considerazione. Il punto fondamentale, peraltro, è evidenziare il background di mio figlio, la sua situazione medica e psicologica: è stato seguito dal SerD per disturbo da uso di cannabis e di cocaina e per “disturbo dell’umore e di personalità”. Malesseri già certificati nel 2017 da un perito del Tribunale.

Come sta il ragazzo? Riuscite a comunicare?

Il ragazzo oscilla pericolosamente tra alti e bassi. Più passa il tempo e sempre più frequenti sono le fasi down. Ci sentiamo perché in cella ha un telefono fisso a pagamento che ci permette di comunicare, anche se l’apparecchio è difettoso e spesso non capisco cosa mi dice, cade continuamente la linea e l’ascolto è disturbato da acuti fischi.

A che punto è la vicenda? Come sta tentando di aiutare suo figlio?

Stiamo attendendo l’11 settembre per il verdetto. Non mi ero mai trovato in un simile frangente. Ho contattato immediatamente sia l’organizzazione di Ilaria Cucchi sia Antigone. Ho dato mandato per la difesa all’avvocatessa fiamminga prima citata in modo di liberarmi dal silenzio totale dell’avvocato d’ufficio.

Cosa spera di ottenere?

Spero che mio figlio rientri il prima possibile in Italia in modo che possa riprendere le cure psichiatriche che non gli sta fornendo la struttura carceraria, cioè almeno un colloquio diretto ogni quattordici giorni con uno psichiatra che parli italiano e che conosca la storia di mio figlio, affinché il medico possa rimodulare la diagnosi e la posologia dei farmaci in base del colloquio diretto e dalle impressioni avute nel vederlo. Penso sia questo il modus operandi di uno psichiatra.

Sta trovando condivisione e aiuti in questo difficile momento?

Mi hanno aiutato alcune associazioni e particolarmente con la parlamentare Ilaria Cucchi che sentirà a gorni anche l’europarlamentare Ilaria Salis. Mi hanno aiutato amici giornalisti (come voi state facendo) in questi tre lunghissimi mesi e, tra gli intellettuali democratici, vorrei ricordare l’interesse immediato alla vicenda sia di Pino Cacucci, sia di Ascanio Celestini. Mi è sembrato, invece, insufficiente il ruolo dell’ambasciata italiana in Belgio. Ho discusso via mail con il personale addetto, ma ho dovuto sottolineare che alcune mie affermazioni+, peraltro scritte, venivano travisate. Forse per incomprensioni. Gravi, in questi frangenti. Preferisco avere questa convinzione, piuttosto che pensare che vi sia stata noncuranza verso alcune mie richieste d’aiuto avanzate all’Ambasciata. Alla quale chiederò di svolgere il suo compito con impegno.