di Laura Aldorisio
Corriere della Sera, 1 novembre 2024
Dal 2020 la società di distribuzione cinematografica e audiovisiva “Invisible Carpet” porta anteprime cinematografiche nelle carceri, nelle case famiglie, nelle stazioni ferroviarie, nei quartieri difficili. Silenzio. Il proiettore irradia le prime scene del film. Il fiato sospeso per più di un’ora. Scorrono i titoli di cosa. Silenzio. Sotto il cielo stellato di Eboli. Poi, tutti vogliono parlare, si apre un vero dibattito, un cineforum, ma uno tra loro all’improvviso si alza e dice: “Questa sera sono al cinema e vedo le stelle, ma non da dietro le sbarre, qui, nel chiostro. E mi sento libero”. Lui è uno dei detenuti che nel luglio 2020 assiste, dentro all’Istituto a custodia attenuata a Eboli, alla prima proiezione organizzata da Stefania Rifiordi. Sua è la pazza idea di Invisible Carpet, la società di distribuzione cinematografica e audiovisiva, che realizza anteprime cinematografiche per gli invisibili.
“Perché tutto questo? È quello che mi domando anch’io”, dice sorridendo. Rifiordi nasce come giornalista, si converte alle attività di ufficio stampa per il cinema e, così, entra a stretto contatto con i luccicosi red carpet, da Venezia a Cannes. Ma in lei queste occasioni non giocano solo l’attrattiva inevitabile. “Mi ribellavo all’evidenza che, mentre le grandi star solcavano quel tappeto, molti altri non l’avrebbero mai nemmeno sfiorato. Per me era assolutamente ingiusto”. Poi l’intuizione. “Se le luci del cinema non possono illuminare tutti, allora portiamo il cinema a tutti gli invisibili”. Bussa svariate porte, non poche, finché si apre uno scorcio con Invitalia che le chiede di presentare un progetto. Il via le viene concesso l’8 marzo 2020, all’alba del lockdown. “Dopo il primo sconforto, mi sono messa a lavorare, investimento puro. Compravo i film che volevo portare agli invisibili, cercavo sponsor perché acquistassero i biglietti sospesi, la formula che mi avrebbe sostenuto”. E le prime risposte arrivano, tra cui la Nazionale Cantanti.
Così, passo passo Stefania porta il cinema dentro i posti più delicati e nascosti. Come in una casa famiglia a Battipaglia. “A raccontarlo mi viene ancora il groppo in gola”. Era Natale, ha steso il tappeto rosso, portato le poltrone da cinema, i bicchieri con i popcorn, la coca cola. “I bambini si sono sentiti al centro perché era un’anteprima cinematografica, “Ana” con Andy Garcia, tutta per loro”. Poi, mentre Babbo Natale, che lei stessa aveva invitato, distribuisce i regali, si avvicina all’albero di Natale e legge le letterine. Chiedevano tutti i palloni e la maglia del Napoli. “Come avevo fatto a non pensarci?”. Non si scoraggia, riesce a contattare De Laurentis che fa recapitare ai bambini gli oggetti dei loro desideri. “Era tutto sovrabbondante, ma più di tutto mi ha sorpreso il loro affetto, erano loro ad accogliere me, proprio loro che sono invisibili, che sembrano lontani da noi, che vivono ai margini, non connessi con il tessuto sociale. Attraverso il cinema, invece, si sono trovati sotto i riflettori”.
Ma non è tutto. Un’altra anteprima ha sorpreso migliaia di viaggiatori che, solitamente, camminano in fretta per non perdere il treno. La scena era particolare: decine di senzatetto sedute sulle poltrone da cinema, con le cuffie, che guardavano un film proiettato negli schermi a lato del tabellone degli orari. Con la collaborazione di Grandi Stazioni e a braccetto con Fondazione Arca è stato possibile nello stesso giorno in contemporanea nelle stazioni Termini a Roma, Milano centrale, Napoli centrale. “Era bellissimo quando qualcuno mi chiedeva “ma noi possiamo?” e io dicevo: no, è solo per loro, gli invisibili. Dall’altra, i senzatetto mi chiedevano: “ma tutti i giorni ci sarà il cinema?” o altri che mi dicevano “sono sette anni che non vedevo un film”“. Poi ancora nei quartieri difficili, Corviale a Roma, Rione Sanità a Napoli. Ora una grande novità: “Invisible carpet per la prima volta esce al cinema con un film di cui ancora si può dire poco, se non che vuole portare attenzione ai giornalisti ostacolati nel loro mestiere da diversi regimi”. Appuntamento al 28 novembre. Il futuro, poi, per Stefania veste anche la possibilità di produrre, oltre che distribuire. “Ma siamo alla continua ricerca di sponsor, è un’avventura aperta. So che è una goccia nell’oceano, ma io intanto voglio fare di tutto perché quella goccia arrivi nell’oceano”.










