di Giovanni Negri
Il Sole 24 Ore, 20 maggio 2025
Fare i conti con un’innovazione che è già cronaca e investe in maniera dirompente il mondo delle libere professioni. Si è aperta ieri mattina, anche con l’intervento del ministro della Giustizia Carlo Nordio, la “Talk to the future week”, appuntamento ormai tradizionale dedicato dall’Ordine degli avvocati di Milano ai temi più caldi della modernizzazione della professione. Epicentro del confronto, che si articolerà per tutta la settimana, è stata l’Intelligenza artificiale e la sua applicazione alla giurisdizione in generale e all’avvocatura in particolare.
Il presidente dell’Ordine degli avvocati milanesi Antonino La Lumia ha ricordato che “il mercato italiano dell’AI, secondo l’Osservatorio del Politecnico di Milano, è cresciuto nel 2024 del 58%, superando 1,2 miliardi di euro. Il 43% riguarda sistemi di generative AI. Le grandi imprese già investono in modo strutturato; le Pmi arrancano. Il 52% dei decision maker non comprende appieno la normativa vigente”.
Per La Lumia serve un nuovo umanesimo giuridico, “che non rinunci a interrogarsi sui fini, sulle conseguenze, sulle diseguaglianze che ogni innovazione porta con sé. E serve, infine, una nuova idea di regolazione, che non rincorra la tecnica ma ne anticipi i rischi. Che non sia solo difensiva, ma propositiva”. Posizione sulla quale si attesta anche il ministro Nordio, che ha ricordato i punti irrinunciabili cristallizzati nel disegno di legge sull’Ai in discussione in Parlamento che conservano al magistrato la redazione del provvedimento e affidano ai programmi di AI una funzione di solo supporto.
Del resto, ha esemplificato Nordio, solo l’intelligenza umana può compiere tutte levai necessarie per incasellare una condotta in una fattispecie di reato. A proposito di novità il presidente del Cnf, Francesco Greco, ha sottolineato gli elementi cardine della nuova legge professionale, con il ministro che ha confermato come ormai sia concluso il lavoro sulla legge delega da presentare in consiglio dei ministri a brevissimo. Il testo proposto dall’avvocatura, affrontato anche dal coordinatore Ocf Mario Scialla, interviene, quanto a profili innovativi, su incompatibilità, forme di esercizio della professione (con riferimento alla monocommittenza), accesso e tirocinio.
Ma se l’intelligenza artificiale è la frontiera più avanzata dell’evoluzione della tecnologia applicata anche all’attività giudiziaria, la realtà dei tribunali è costellata da criticità anche solo nel provare a fare funzionare l’esistente. Ne sono fotografia ieri gli interventi dei rappresentanti degli uffici giudiziari milanesi, dal presidente del tribunale Fabio Roia al procuratore aggiunto Letizia Mannella, con al centro soprattutto le problematiche relative all’applicativo per il processo penale.











