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di Damiano Aliprandi

 

Il Dubbio, 16 aprile 2020

 

Dopo le osservazioni del nostro governo sollecitate dalla Corte. Entro mezzogiorno di oggi, gli avvocati Roberto Ghini del Foro di Modena e Pina Di Credico, referente osservatorio Europa della Camera penale di Reggio Emilia, replicheranno alla risposta del governo nei confronti dei quesiti posti dalla Cedu in merito alla gestione dell'emergenza Covid-19 nelle carceri.

Ancora non sono pubbliche le risposte del ministero della Giustizia, ma gli avvocati hanno anticipato dicendo che "le osservazioni del governo risultano sostanzialmente generiche e, verrebbe da dire, in larghissima parte prevedibili".

Ricordiamo che entrambi gli avvocati sono difensori di fiducia di B.M., recluso presso la casa circondariale di Vicenza, per il quale è stata rigettata l'istanza di detenzione domiciliare da parte del magistrato di sorveglianza di Verona.

Un rigetto che non ha preso in considerazione l'emergenza coronavirus, nonostante l'istanza sia stata fatta a seguito dell'introduzione dell'istituto della detenzione domiciliare di "emergenza" ex art. 123 del Decreto Legge n. 18/ 2020 "Cura Italia". Motivo per il quale gli avvocati Ghini e Di Credico, lunedì scorso, hanno presentato una richiesta urgente alla Cedu.

La procedura 39 (questo è il tipo di richiesta prevista dal regolamento Cedu) è straordinaria e viene infatti attivata al fine di ottenere una misura provvisoria ed urgente in casi particolari ove è a rischio la vita delle persone. Mercoledì scorso la Corte ha accolto la richiesta, ma sospendendo la decisione in attesa che il governo italiano relazioni su taluni aspetti relativi, tra l'altro, anche alla gestione dell'emergenza covid19 negli istituti di pena. Oggi quindi la difesa depositerà presso la Cedu la replica alle osservazioni poste dal governo, quindi la partita non è ancora chiusa e si potrebbero aprire nuovi scenari.