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di Elisabetta Costa*


Il Dubbio, 20 marzo 2020

 

Gherardo Colombo, in un'intervista sul Corriere della Sera del 18 marzo, oltre a citare l'articolo 27 della Costituzione - le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità - in un inciso dice che "non sarebbe disdicevole" usa una formula diplomatica "avere notizie precise" - non dice "indagare", troppo diretto e presterebbe il fianco a obiezioni e critiche - sui 13 morti nelle carceri italiane a seguito delle proteste dei giorni scorsi.

Nei giorni delle proteste Daria Bignardi era davanti a San Vittore mentre persone sul tetto con lo striscione "indulto" gridavano: "Non siamo bestie". Colombo non crede alla versione del furto di metadone nelle infermerie del carcere e di morti per overdose. Non ci credo neppure io.

Non solo perché è davvero fantasioso che 13 (ho sentito anche 14) persone siano morte tutte per lo stesso motivo, ma perché l'overdose potrebbe esser stata di calmante iniettato dal personale carcerario per sedare gli animi, e non solo. È prassi nelle carceri (milanesi per quanto io sappia ma forse non solo) utilizzare punture di sedativi per calmare i detenuti. Le testimonianze sono tante, così come l'invito molto forte, spesso accompagnato da minaccia di non accesso a benefici, di assumere psicofarmaci durante la detenzione. Sono ipotesi molto gravi a cui non si può opporre indifferenza.

Il coronavirus è arrivato nelle carceri. Il sovraffollamento non aiuta. Occorre immediatamente trovare vie liberatorie, misure differenti, offrire occasioni di riscatto sociale. Il cpv dell'art. 27, "tendere alla rieducazione dei condannati" come va inteso, se non come opportunità di riscatto. La civiltà non può erigere un muro alla speranza senza sparire.

Lo sperimentiamo in questi giorni di permanenza domiciliare per ragioni sanitarie, in cui sopportiamo la compressione massima di vari diritti di rango costituzionale: l'art. 2, i diritti inviolabili dell'uomo sia come singolo sia nelle forme sociali ove si svolge la sua personalità, l'art. 4, il diritto al lavoro, l'art. 13, la libertà personale è inviolabile, l'art. 16, libera circolazione nel territorio nazionale, l'art. 17, il diritto di riunione, per il valore della salute espresso nell'art. 32 della Costituzione.

L'art. 32, al cpv, prevede che "la legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana". Siamo solidali con i medici, con il personale sanitario, con il personale carcerario e dobbiamo trovare la via della salute in ciascun settore della società.

Anche le case per gli anziani stanno vivendo giorni difficili, con il personale che li assiste e con i parenti che non possono avvicinarsi. Desidero portare loro un grazie e il messaggio che l'immunità esige l'accoglienza, esige l'ascolto, esige la sospensione di ogni giudizio sull'Altro (che non è altro se non il contraltare del giudizio di sé, posto che l'Altro resta inconoscibile, irrappresentabile, insopprimibile, come ci dice all'estremo l'esperienza di questi giorni) e rimanere aperti al miracolo, a ciò che va oltre il nostro sguardo, il nostro calcolo. Il miracolo: ciò che va oltre la nostra mira.

 

*Avvocato