di Michele Fullin
Il Gazzettino, 30 gennaio 2021
"La pandemia ha inciso pesantemente sui procedimenti giudiziari, che sono stati rinviati in gran numero. Quest'anno ci attende uno tsunami, visto che i procedimenti rinviati si sommeranno a quelli in arrivo. In più, dovremo affrontare anche la criminalità indotta dalla pandemia, che ha colto l'occasione per fare profitti e investire denaro in imprese in crisi".
È il quadro descritto dalla presidente della Corte d'Appello di Venezia, Ines Maria Luisa Marini, che questa mattina sarà parte integrante del suo intervento di apertura dell'Anno giudiziario. Come di consueto, la presidente ha anticipato alcuni dei temi portanti della relazione sullo stato della giustizia in Veneto e l'impatto del Covid è senz'altro uno di questi. All'inizio, poi, (10 marzo-11 maggio 2020) è stato devastante perché non era chiaro come affrontare l'emergenza. Poi gli uffici si sono organizzati creando le condizioni per lavorare in sicurezza e la situazione è migliorata sensibilmente tra il 12 maggio e il 30 giugno. Lo studio effettuato dalla Corte si riferisce a queste due fasi.
A subire i maggiori problemi è l'area penale, caratterizzata da un elemento di presenza imprescindibile. La Corte ha rinviato il 96% dei procedimenti (624 su 653 in calendario) e su queste percentuali si sono assestati i diversi tribunali del Veneto: Padova 94%, Rovigo 92%, Venezia 95%, Vicenza 94%, Verona 88%. Hanno fatto eccezione Treviso (56% dei processi rinviati) e Belluno (59%). Nell'area civilistica, per l'essenza stessa del processo che è per lo più documentale, la Corte ha rinviato 1381 procedimenti su 2mila 631 programmati grazie al web, il 52%. Un trionfo, rispetto alle sedi distrettuali: Belluno ha rinviato il 93 % dei processi, Padova l'81, Rovigo l'86, Treviso il 94, Venezia il 93, Verona il 98, Vicenza l84. In media, il 90 per cento.
Quando gli uffici si sono organizzati per l'emergenza i risultati si sono visti. La Corte, nel Penale, ha rinviato solo il 41 per cento dei procedimenti causa Covid, mentre nei tribunali il panorama è stato molto variegato: ce ne sono stati alcuni che hanno continuato a rinviare quasi tutto e altri come Vicenza che hanno saltato solamente due processi. Nell'area civile le cose sono andate molto meglio, con il 30 per cento dei processi rinviati dalla Corte e con i tribunali che hanno ripreso l'attività.
La Giustizia continua ad essere in sofferenza comunque a causa della carenza endemica di personale: in Corte d'Appello la scopertura è del 41 per cento di magistrati (mancano 18 consiglieri) e del 39 per cento per gli amministrativi. E nelle altre sedi la situazione non è migliore. Tra l'altro, alla Corte a breve sarà vacante anche il vertice, poiché a metà febbraio anche Ines Marini se ne andrà in pensione.
"Il piano Next Generation Ue - ha detto - rappresenta una grande occasione per la giustizia, ma gli interventi favoriti previsti alimentano la preoccupante tendenza in atto a ricorrere a risorse precarie. Già oggi in primo grado i magistrati onorari sono più numerosi dei togati e il Piano ne prevede l'immissione di altri 2mila. Non è la soluzione, perché non ci sono cause di serie A o di serie B, tutte hanno pari dignità e hanno alle spalle le persone".
"L'esame dei dati numerici consente di affermare che, sotto il profilo delle iscrizioni delle notizie di reato, vi è stata una riduzione di alcuni fenomeni criminosi, con ogni probabilità imputabile alle limitazioni di movimento dovute alla pandemia". Lo conferma il Procuratore Generale reggente di Venezia Giancarlo Buonocore, il quale ha sottolineato la marcata flessione dei reati predatori, globalmente diminuiti del 12% (fra questi, i furti in abitazione e gli scippi sono calati del 14%), i reati di inquinamento delle acque e violazione alla normativa sui rifiuti (-28%), i reati edilizi (-24%). "Va evidenziato l'aumento significativo di alcune categorie di reati: anzitutto quelli contro la libertà sessuale e di stalking.
L'aumento complessivo del 18% è particolarmente vistoso nei reati di violenza sessuale ai danni di minori (+ 37%) e nei reati di stalking (+23%). È evidente - ha concluso il Pg - anche nei reati di violenza sessuale (+10,76%). Solo i reati di violenza sessuale di gruppo sono diminuiti sensibilmente (- 39,13%. Vistoso è, inoltre, l'aumento delle iscrizioni per reati di pedofilia e pedopornografia (+ 54,69%)".











