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di Marco Ludovico


Il Sole 24 Ore, 18 aprile 2021

 

I numeri Gdf. Da marzo a dicembre 2020 emersi oltre 2mila contesti a rischio. Nei primi sei mesi dell'anno scorso i blocchi di beni sono più che raddoppiati. Con il Covid-19 dilaga l'usura. Dopo gli allarmi, ecco i primi dati: dal 2019 al 2020 i denunciati passano da 100 a 130, gli arrestati da 80 a 100.

E nel 2021 si sono già concluse alcune indagini di polizia giudiziaria. I numeri sono della Guardia di Finanza al comando del generale Giuseppe Zafarana. Le denunce sono sempre troppo poche, gli usurai restano nell'ombra di un mondo sommerso. Ma gli investigatori adesso intravedono uno scenario molto più ampio. In base al sistema antiriciclaggio, sotto la lente degli analisti Gdf c'è una massa enorme di segnalazioni di operazioni sospette. Dove balzano all'occhio i cosiddetti "indici di anomalia".

Spunta così un altro dato nella caccia della polizia economica e finanziaria. Da marzo a dicembre 2020 sono emersi oltre 2mila "contesti" già sviluppati o in corso di approfondimento. Obiettivo: accertare i tentativi di infiltrazione della criminalità nell'economia. Secondo i finanzieri in questi "contesti" potrebbero emergere anche pratiche usurarie. Il modello criminale, del resto, è collaudato. Vale a maggior ragione con la crisi di liquidità di migliaia di imprese e famiglie a causa della pandemia.

Nei radar dei militari al terzo reparto del Comando generale Gdf, guidati dal generale Pino Arbore, ci sono tracce e segnali ripetuti. "La minaccia è concreta e sempre più attuale - spiega il generale Arbore - vista la capacità delle organizzazioni criminali di fornire liquidità istantanea alle imprese in difficoltà. Salvo poi richiederne la restituzione applicando tassi non sostenibili".

I casi giudiziari, dunque, vanno riletti. Sono indice di fatti più ampi. Documentano l'evoluzione delle strategie malavitose. Più raffinate, più spietate. A Bari, per esempio, i finanzieri hanno scoperto "l'usura di prossimità". In due procedimenti penali sono emersi oltre ioo soggetti. L'usura e l'estorsione hanno colpito piccoli imprenditori e famiglie in stato di bisogno. Certo, si ritrovano criminali riconducibili ai sodalizi mafiosi storici del capoluogo e dell'area metropolitana pugliese. Ma l'organizzazione malavitosa era più estesa. La Gdf ha scovato soggetti in campo per proporre offerte "porta a porta" di prestiti illegali a persone impossibilitate ad accedere a forme di credito legale. Difficile accada soltanto a Bari.

I tassi applicati dagli usurai hanno percentuali che fanno orrore. Il nucleo di polizia economico finanziaria di Napoli l'anno scorso ha messo le manette a tre soggetti indiziati, a vario titolo, di usura ed estorsione ai danni di nove imprenditori in attività tra Campania, Toscana, Lombardia e Veneto. I prestiti usurari raggiungevano il 275% su base mensile. A Firenze, in pieno lockdown, per cifre modeste è arrivata una richiesta di interessi del 300% insieme a minacce e intimidazioni.

A Como tre criminali agivano in modalità separata: approfittavano dell'esposizione finanziaria di un imprenditore e prestavano con tassi a strozzo di intensità variabile, dall'8o% fino al 600%. E di nuovo a Bari: un'anziana donna, in gravi difficoltà economiche, ha denunciato alla Guardia di Finanza di essere stata vittima di usura da parte di diversi aguzzini.

La ricostruzione del giro di prestiti usurari ha fatto scoprire l'incredibile: gli interessi lievitavano fino al 5000% della somma corrisposta. La lista delle città dove le Fiamme gialle sono intervenute per l'usura non si ferma qui. Sono già segnate Bergamo, Catania, Reggio Calabria, Torino, Palermo, tutte sedi di operazioni di polizia giudiziaria con le procure della Repubblica. Ne spunteranno altre. Non c'è dubbio. L'allerta così ha assunto connotati politici. Paolo Lattanzio, deputato Pd in commissione Antimafia, mette un punto fermo sul fenomeno nella recente relazione intermedia del comitato "per la prevenzione e la repressione delle attività predatorie della criminalità organizzata durante l'emergenza sanitaria".

Lattanzio nota come in base ai dati Gdf "nei primi sei mesi del 2020 il valore dei sequestri è più che raddoppiato rispetto all'analogo arco temporale del 2019 - si legge nel documento - in non pochi casi l'usura è maturata in un contesto molto prossimo se non contiguo ad ambienti di criminalità organizzata".

La relazione di Lattanzio sottolinea "il rischio di vedere accrescere nei confronti delle mafie il consenso sociale da parte delle persone prive di effettive fonti di reddito". Un pericolo "indotto dal c.d. "welfare criminale" caratterizzato - ricorda il testo parlamentare - da vere e proprie forme dí sostegno materiale ed economico di "prossimità". Martedì prossimo alla Giornata della Legalità promossa da Confcommercio, presente il ministro dell'Interno Luciana Lamorgese, sarà presentato un nuovo report sull'usura. Sottolinea il generale Arbore: "Stiamo moltiplicando i nostri sforzi. Il pericolo delle infiltrazioni criminali è incombente".