di Gabriella Cerami
La Repubblica, 22 gennaio 2025
Ieri l’approvazione alla Camera con 163 voti favorevoli e l’astensione delle opposizioni. Nuovi istituti penitenziari da costruire anche con i fondi della giustizia riparativa e un rafforzamento dell’utilizzo del braccialetto elettronico. Il decreto Giustizia targato Carlo Nordio che prevede la riorganizzazione del sistema giudiziario è stato approvato alla Camera con 163 voti favorevoli e l’astensione delle opposizioni. Il provvedimento contiene anche norme sull’elezione dei consigli giudiziari e del direttivo di Cassazione e limiti al conferimento degli incarichi. Inoltre proroga l’incarico del commissario straordinario per l’edilizia carceraria al 31 dicembre 2026.
Per il Pd si tratta di misure “del tutto insufficienti rispetto alle criticità del sistema giudiziario” e, nel suo intervento, la deputata Rachele Scarpa ricorda che il governo ha tagliato “in manovra di bilancio 500 milioni di euro destinati alla giustizia”. Adesso ne stanzia 96 per costruire nuove carceri in un momento in cui ci sono 63mila detenuti a fronte di 5lmila posti disponibili e, nel 2024, 83 persone si sono suicidate. Otto solo nel 2025.
Secondo il senatore di Italia Viva Ivan Scalfarotto non si doveva attingere dai fondi di giustizia riparativa: “sono importanti” in difesa delle vittime e “non andrebbero toccati”. Bocciate anche le proposte di modifica di dem e 5Stelle che miravano a “risolvere alcune criticità” riguardo l’utilizzo del braccialetto elettronico in caso di violenza di genere.










