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di Giansandro Merli

Il Manifesto, 15 aprile 2026

Corsa contro il tempo per l’esecutivo: la norma va convertita entro dieci giorni, pena la decadenza. Le opposizioni promettono ostruzionismo. Il decreto sicurezza arriva al Senato, la discussione partirà in tarda mattinata e andrà avanti anche giovedì e venerdì. Cancellato il question time previsto domani, bocciata la proposta delle opposizioni di rinviare l’esame alla settimana prossima. Il governo deve affrontare una corsa contro il tempo: il dl va convertito entro il 25 aprile, pena la decadenza. Così ieri ha deciso di adottare una procedura d’urgenza: mandarlo in Aula senza mandato al relatore. “Il presidente ha preso atto che non ci sono le condizioni per concludere l’esame degli emendamenti”, ha detto il senatore Pd Andrea Giorgis lasciando la commissione Affari costituzionali di palazzo Madama. Ne erano stati presentati 1.215. Il dibattito sugli articoli era arrivato al quarto su 33.

Prima della riunione dei capigruppo si è svolto un vertice delle forze che sostengono l’esecutivo. “Presenteremo una trentina di emendamenti, alcuni del governo alcuni della maggioranza”, ha detto il ministro per i Rapporti con il Parlamento Luca Ciriani a margine dell’incontro. Le modifiche riguarderanno la norma sui coltelli - serve introdurre delle deroghe per evitare che la misura pensata contro i giovani violenti complichi l’acquisto delle lame a cacciatori, pescatori e raccoglitori - e quelle su turn over degli agenti di polizia e incentivo ai rimpatri volontari. Oltre alla proroga di sei mesi per il comandante della guardia di finanza, Andrea De Gennaro.

Dovrebbe cambiare poco o nulla, invece, sul “fermo preventivo” di soggetti che le forze dell’ordine ritengono pericolosi. Potranno essere portati in questura per impedirgli di partecipare alle manifestazioni (la prima sperimentazione è stata fatta a Roma, domenica 29 marzo, contro 91 anarchici prima di una commemorazione funebre). Per il governo questo ennesimo decreto sicurezza è una misura bandiera. Siccome è in difficoltà, prova a scaricare le responsabilità della chiusura del confronto sul centro-sinistra: “C’erano diversi emendamenti delle opposizioni che potevano essere presi in considerazione ma si è preferito l’ostruzionismo, li verificheremo in aula”, ha detto Ciriani. Il ministro ha aggiunto che sul testo non sarà apposta la fiducia. Vedremo se sarà vero, perché dovrà passare anche alla Camera e i tempi sono strettissimi.

“Procederemo con l’ostruzionismo, che è una legittima difesa inevitabile dinanzi a un governo che non vuole discutere di niente e procede a colpi di maggioranza con norme puramente propagandistiche”, attacca Peppe De Cristofaro (Avs), presidente del gruppo misto al Senato. “Da parte nostra c’è una totale contrarietà a questo decreto, lo riteniamo un danno molto serio per il nostro Paese. Dovrebbe solo decadere”, ha poi aggiunto. D’accordo Francesco Boccia, a capo dei senatori Pd: “Il governo non ha capito la lezione del 23 marzo. Fanno bullismo istituzionale. Blindano il decreto Pnrr. L’unica cosa che propongono è il pessimo decreto sicurezza che noi abbiamo contestato. Pensano di forzare le regole ma non glielo consentiremo. Sarà ostruzionismo a oltranza”.