di Anna Laura Bussa
Il Manifesto, 13 marzo 2026
L’allarme dei Giuristi Democratici. Il governo sta portando avanti “un progetto eversivo” per “impedire il dissenso” e “trasformare progressivamente lo Stato di diritto in uno Stato di polizia”. A lanciare l’allarme sono i Giuristi Democratici che presentano al Senato un dossier sull’ultimo decreto sicurezza messo in campo dal governo. Un’analisi, articolo per articolo, “che mostra - spiega Antonello Ciervo del gruppo dei Giuristi democratici - come il provvedimento miri a concretizzare una svolta autoritaria in totale contrasto con la Costituzione”.
“È un dossier molto utile per capire come si stia disattendendo di fatto il dettato costituzionale in tema di diritti”, osserva il capogruppo di Avs al Senato, Peppe De Cristofaro, che partecipa all’incontro insieme alla vicepresidente della commissione Giustizia della Camera Ilaria Cucchi (Avs). “E noi - assicura - porteremo avanti una dura battaglia parlamentare contro il testo, a cominciare dalla presentazione di una pregiudiziale di costituzionalità. Proveremo a cambiarlo il più possibile anche attraverso una valanga di emendamenti”. “In realtà - aggiunge Ciervo - il decreto sicurezza va letto insieme alla riforma costituzionale per la separazione delle carriere e l’istituzione dell’Alta Corte disciplinare, contro la quale noi ci stiamo battendo all’interno del Comitato per il No, perché fa tutto parte di uno stesso disegno: smontare pezzo a pezzo la Costituzione, la libertà di espressione, la libertà di scendere in piazza per manifestare il proprio dissenso”.
Nel dossier si denuncia la creazione di una “spirale securitaria” che “non è casuale”, bensì “l’esito di una volontà politica precisa, alimentata da biografie pericolose che affondano le radici nel fascismo e guardano con favore a modelli sociali suprematisti, ormai egemoni a livello internazionale, tanto nella Russia di Putin quanto negli Stati Uniti di Trump”.
Per i giuristi democratici l’esecutivo punta a sollecitare nel Paese “un clima di intimidazione generale e diffuso”. “Vogliono tappare la bocca a chiunque non la pensi come loro. Vogliono evitare che la gente scenda in piazza a protestare”, sottolinea Ciervo.
E per farlo servono norme come quelle contenute nel decreto sicurezza: dal Daspo giudiziario, alla punibilità dei genitori in caso di reati commessi da figli minorenni; dal conferimento alla polizia di un’ampia discrezionalità nell’eseguire fermi identificativi e perquisizioni, alle sanzioni, anche fino a 20mila euro per i promotori dei cortei. Misure che, assicurano i Giuristi democratici, “produrranno un effetto deterrente rispetto all’esercizio della libertà di riunione e di manifestazione del pensiero”.
Le norme del decreto, nel loro complesso, è la denuncia, rappresentano “il più grave attacco alla libertà di riunione e manifestazione del pensiero mai realizzato nella storia repubblicana”. Non si introducono nuovi reati, ma le sanzioni pecuniarie “sono talmente elevate e la loro contestazione talmente discrezionale da parte della polizia che i promotori delle manifestazioni in luogo pubblico saranno da oggi continuamente sotto ricatto economico delle forze dell’ordine”.
I Giuristi democratici non esitano a parlare di “un vero e proprio attentato alla Costituzione”. Il governo “vuol farci diventare tutti dei prigionieri politici, impedendoci di esercitare i nostri diritti costituzionali in piazza e nei luoghi pubblici”. Ma questo, dichiarano anche gli esponenti di Avs, va contrastato in ogni modo. Dentro e fuori le Aule parlamentari.











