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di Marco Benvenuti

La Stampa, 7 settembre 2026

La sentenza della Corte di Cassazione riguarda un sessantenne che era detenuto al 41bis. Non tutte le pubblicazioni possono entrare nelle sezioni 41 bis, anche quando questo avviene attraverso canali autorizzati: la rivista “Scarpe e Sport”, che dà consigli sull’acquisto di calzature e abbigliamento sportivo, è di nicchia e non rientra fra quelle previste dalle norme penitenziarie per soddisfare il diritto all’informazione. In pratica, se ne può fare tranquillamente a meno. Lo dice la Corte di Cassazione esaminando un ricorso arrivato qualche mese fa dalla casa circondariale di Novara, prima che la sezione fosse smantellata e i detenuti condannati per reati mafiosi fossero trasferiti a Vigevano. Si tratta del caso di Roberto Sinesi, 63enne boss già ai vertici della “Società foggiana” che deve scontare 20 anni per mafia, estorsione e armi.

Possibili messaggi con l’esterno - Lo scorso anno era detenuto al 41 bis in via Sforzesca. Aveva chiesto al magistrato di sorveglianza di Novara di poter comprare Scarpe e sport. Riceve un secco “no”, sulla base del fatto che la rivista non soddisfa diritti soggettivi e si presta a veicolare, tramite gli annunci privati in essa tipicamente contenuti, messaggi dall’esterno o scambi di notizie col gruppo di appartenenza che non sarebbero controllabili.

Ma poco dopo tribunale di sorveglianza di Torino, accogliendo il reclamo del detenuto, aveva invece ordinato all’amministrazione di permetterne l’acquisto, mantenendo il visto di controllo e la censura previsti per il materiale destinato ai reclusi al 41 bis. Da qui il ricorso del ministero alla Cassazione, che alla fine annulla l’autorizzazione ritenendo corrette le argomentazioni formulate dal giudice di Novara: “Si potrebbe aprire potenzialmente un canale di comunicazione con l’esterno. Un rischio che non sarebbe stato compensato dalla tutela di uno specifico diritto, poiché la pubblicazione non risponde a esigenze dichiarate di informazione, studio o preparazione”.