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di Damiano Aliprandi

Il Dubbio, 21 giugno 2024

Boom di ingressi negli IPM: + 61,4 per cento. ma i reati tra i ragazzi calano del 4,15. “Non c’è stato alcun effetto deterrente con il decreto Caivano” in relazione alla criminalità minorile, “anzi in molte realtà”, negli istituti di pena per i minorenni, “si registra sovraffollamento e sovraccarico di lavoro per gli educatori”. A lanciare l’allarme è l’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza Carla Garlatti, che ieri ha presentato la sua relazione annuale al Parlamento, alla presenza del presidente della Repubblica Sergio Mattarella e del presidente della Camera Lorenzo Fontana.

Per ottenere risultati concreti bisogna muoversi prima di tutto sul piano culturale, ragiona Garlatti. Che ha innanzitutto denunciato la “narrazione negativa” che prevale a proposito dei minorenni, dei quali “si parla solo come autori di gesti violenti, contestatori aggressivi e membri di baby gang”. Mentre la realtà, dati alla mano, è un’altra: “ad esempio - ha spiegato la Garante - i reati a carico dei 14- 17enni sono calati del 4,15% tra il 2022 e il 2023”.

E ancora dai numeri bisogna partire per valutare gli effetti del decreto Caivano: un provvedimento pensato dal governo in risposta a gravi eventi di cronaca che hanno avuto come protagonisti dei minori, ma che ora rischia di sgretolare un modello - quello della giustizia minorile - un tempo considerato un fiore all’occhiello. “In un anno, da maggio 2023 a maggio 2024, il numero dei minorenni negli Ipm è passato da 210 a 339: 129 in più, pari al 61,4%”, ha rilevato Garlatti. A segnare la differenza sono stati gli ingressi dei ragazzi tra i 16 e i 17 anni aumentati del 74,4 per cento. Un boom facilmente riscontrabile, insomma, che mette in discussione una risposta di tipo sanzionatorio orientata alla punizione più che all’aiuto. “C’è anche un altro racconto che si può fare dei minorenni ed è quello dei gesti per i quali vengono premiati gli Alfieri della Repubblica. Non pensiamo che si tratti di casi isolati: non li vediamo perché non se ne parla a sufficienza”. Secondo la Garante, “occorre un cambio di rotta, culturale, sociale e politico, che permetta di abbattere il diaframma che separa la dimensione adulta da quella minorile. Bambini e ragazzi devono essere considerati tra i destinatari diretti delle decisioni e delle scelte politiche. Oggi purtroppo - ha chiosato Garlatti - non appaiono nemmeno sullo sfondo: lo dimostra il fatto che i ragazzi fanno di tutto per far sentire la loro voce, senza essere nei fatti ascoltati”. La Garante ha quindi lanciato quindi iniziative destinate ai minorenni in condizione di fragilità, progetti che nascono come possibili risposte alla povertà educativa.

“La prima iniziativa - spiega - da attuare con la collaborazione di organizzazioni no- profit e imprese sociali, mira a realizzare, con un fondo di 600 mila euro, attività nelle scuole secondarie di primo e secondo grado. Si tratterà di iniziative per coinvolgere e motivare gli studenti, in particolare quelli con maggiori difficoltà e a più alto rischio. Si interverrà anche per affrontare temi cruciali nella prevenzione dell’abbandono scolastico: gestione dei conflitti, autostima, parità di genere, inclusione e partecipazione”. Il secondo bando, invece, dal valore complessivo di un milione e 500 mila euro “mira a coinvolgere i piccoli comuni nella promozione di attività sportive per i minorenni tra i 6 e i 17 anni”.