di Patrizia Maciocchi
Il Sole 24 Ore, 7 agosto 2024
Il decreto carceri dopo il voto di fiducia di ieri sera, si avvia oggi a completare il suo iter, con la decretazione d’urgenza, pur non contenendo nessun disposizione immediatamente operativa. Un vulnus che aveva portato la minoranza a presentare una eccezione di costituzionalità, respinta dall’Aula di Montecitorio. Il Dl prevede l’assunzione di mille unità per il personale del Corpo della Polizia penitenziaria: 500 nel 2025 e 500 nel 2026. E incrementa, in linea con il Pnrr, di 30 unità anche la dotazione organica del personale dirigenziale penitenziario e autorizzando al tempo stesso lo scorrimento delle graduatorie relative agli ultimi concorsi per allievi commissari e per allievi vice ispettori del Corpo della polizia penitenziaria le cui graduatorie sono state già approvate.
Nell’ottica di velocizzare l’immissione in servizio viene ridotta la durata del corso per la nomina ad agente di polizia penitenziaria. Si interviene poi - anche in questo caso con un regolamento da dettare entro i sei mesi dall’entrata in vigore - sulla liberazione anticipata. Nessuna ulteriore riduzione di pena - non è infatti passata la proposta delle opposizioni di portare da 45 a 60 i giorni da scontare ogni semestre - ma un iter, almeno sulla carta, più snello e trasparente. La pena da espiare sarà indicata nell’ordine di esecuzione, sia con le detrazioni sia senza, con l’avvertenza che il beneficio, che può essere revocato dal magistrato di sorveglianza, è subordinato alla buona condotta e alla partecipazione ai corsi di rieducazione.
Prevista la liberazione anticipata per gli over 70 che sono in condizioni di salute molto gravi, se con una pena residua con un tetto di quattro anni. In realtà un’opportunità che riguarda 1.244 detenuti, su una popolazione carceraria di circa 6imila. Si rimanda a un regolamento, da adottare a sei mesi dall’operatività della norma, anche per l’aumento delle telefonate concesse ai condannati, che passano dalle quattro mensili a sei. All’insegna della semplificazione la procedura per accedere alle misure penali di comunità.
Per agevolare il reinserimento sociale dei detenuti - compresi quelli con dipendenze o disagi psichici che non richiedono riabilitazione - viene istituito presso il ministero della Giustizia un “albo” delle strutture abilitate, che dovranno garantire assistenza e una riqualificazione professionale in vista di un ingresso nel mondo del lavoro.
Nel Codice penale debutta il nuovo reato di indebita destinazione di denaro o cose mobili, punito con la reclusione da sei mesi a tre anni, che salgono a quattro se ad essere pregiudicati sono gli interessi dell’Unione europea. Uno stop viene dato al sequestro e al pignoramento del denaro, di titoli e altri valori che siano riserve valutarie di Stati esteri. E che le banche centrali o le autorità monetarie estere detengono o gestiscono per conto proprio o dello stato a cui appartengono che sono depositati in Bankitalia in conti dedicati. Slitta infine di un anno l’operatività del Tribunale per le persone per i minorenni e per le famiglie.
L’albo delle Comunità
È istituito presso il ministero della Giustizia un “albo” delle strutture residenziali idonee all’accoglienza e al reinserimento sociale dei detenuti. Per entrare nell’elenco è necessario garantire servizi di assistenza, di riqualificazione professionale e reinserimento socio-lavorativo dei soggetti residenti, compresi quelli con problematiche derivanti da dipendenza o disagio psichico che non richiedono trattamenti specializzati.
La liberazione anticipata
Cambia l’iter della liberazione anticipata, già prevista da tempo. Ora nell’ordine di esecuzione la pena da espiare deve essere indicata considerando le detrazioni, se ci sono, o il periodo residuo senza i “tagli”. Il destinatario viene poi avvisato, sempre nell’ordine di esecuzione, che il beneficio è subordinato alla buona condotta e alla partecipazione all’opera di rieducazione. Da comunicare sia la mancata concessione del beneficio sia la revoca.
Telefonate con i familiari
Il decreto-legge richiama ancora una volta una modifica necessaria del regolamento di esecuzione, concedendo sei mesi per provvedere, per ampliare il numero delle conversazioni telefoniche autorizzatili, parificandole ai colloqui visivi. Il numero di telefonate per i detenuti per reati diversi da quelli ostativi, salgono a sei mensili rispetto alle attuali quattro. Non è passata la proposta di lasciare le regole dettate nel tempo del Covid che prevedeva un numero nettamente superiore.
Interventi sul personale
Oltre al reclutamento di mille agenti di polizia penitenziaria, 500 nel 2025 e 500 nel 2026, per raggiungere gli obiettivi di efficienza e innovazione, in coerenza con le linee progettuali fissate dal Pnrr, il decreto prevede anche un aumento dell’organico del personale dirigenziale penitenziario destinato a salire di 30 unità. Nell’ottica di un più rapido ingresso in servizio viene tagliata anche la durata dei corsi di formazione per la Polizia penitenziaria.











