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di Veronica Forcella

 

Il Messaggero, 15 luglio 2019

 

Intervista al Commissario europeo Dimitris Avramopoulos. "Dubbi su richieste d'asilo fatte fuori dalla propria nazione". "Rimpatri per chi non ha diritto di venire in Europa. Intanto gli arrivi sono crollati".

Richiedere asilo da parte di un migrante non nel suo Paese d'origine ma mentre si trova in un paese terzo solleva molte questioni legali". Il Commissario europeo per i migranti, Dimitris Avramopoulos, è perplesso sulle proposte del ministro degli Esteri italiano Enzo Moavero. "Il reinsediamento è l'unica alternativa praticabile", sottolinea. Per quanto riguarda poi arrivi irregolari e rimpatri, il Commissario non ha dubbi: "Bisogna rafforzare la cooperazione con i paesi terzi".

 

Commissario, ieri in un'intervista al Corriere il Ministro degli Esteri, Enzo Moavero, ha anticipato una proposta per gestire più compiutamente a livello europeo la questione dei migranti. La trova d'accordo?

"Dobbiamo assolutamente investire di più tutti insieme nell'aprire vie legali e sicure affinché i rifugiati giungano in modo ordinato e non debbano ricorrere a trafficanti senza scrupoli e a viaggi pericolosi. Richiedere asilo al di fuori dell'Ue in un paese terzo, solleva molte questioni legali. Il reinse diamento è l'unica alternativa praticabile, con la collaborazione dell'UNHCR".

 

Sulla questione degli arrivi irregolari e dei rimpatri, invece?

"Rafforzare la nostra cooperazione con i paesi terzi è essenziale se vogliamo ridurre gli arrivi irregolari e garantire rimpatri effettivi per coloro che non hanno il diritto di rimanere. Dobbiamo continuare sulla strada che abbiamo già intrapreso, gli arrivi irregolari sono già stati drasticamente ridotti. Chi non ha il diritto di venire o restare deve essere rimpatriato il prima possibile. Chi ha bisogno di protezione può continuare a contare sull'Ue come rifugio, perché questo è un principio a cui non possiamo rinunciare. Su tutte queste questioni il ruolo dell'Italia è della massima importanza".

 

Nel frattempo però, tra la Sea Watch 3, la Alan Kurdi e gli "sbarchi fantasma", anche questa estate in Italia sembra tornare l'emergenza migranti...

"La situazione non è neanche lontanamente paragonabile a quella di pochi anni fa. Ovviamente, c'è ancora bisogno di un attento monitoraggio e interventi continui. Devo ammettere che sono cautamente ottimista".

 

Grazie a cosa?

"Gli arrivi irregolari sono diminuiti drasticamente. Dall'inizio di quest'anno, solo 3.200 immigrati irregolari sono arrivati in Italia, 1'83% in meno rispetto a un anno fa. E quelli che non vengono rilevati in mare sono molto limitati. Inoltre, mentre la scorsa estate o a gennaio di quest'anno ci sono volute diverse settimane per concordare la redistribuire dei migranti salvati, nelle ultime settimane le stesse situazioni sono state risolte in pochi giorni".

 

Rimane però aperta la questione della solidarietà tra i diversi Stati...

"Anche qui sono fiducioso perché sento voci sempre più esplicite di alcuni Stati membri che vogliono progredire verso l'istituzione di un accordo più strutturale su come redistribuire i migranti soccorsi dopo lo sbarco".

 

Dopo le minacce dei mesi scorsi, al-Sarraj ha ordinato di liberare 350 profughi rinchiusi nei centri di detenzione libici. Teme ci possa essere un esodo verso le coste italiane?

"Vediamo positivamente la liberazione dei migranti nei centri di detenzione in Libia, poiché le loro condizioni non erano accettabili. Ma questo non significa che verranno tutti in Europa. Dipende se hanno bisogno di protezione o se possono essere aiutati a tornare volontariamente nei loro paesi d'origine".

 

Non sarebbe il caso di organizzare dei corridoi umanitari?

"È quello che stiamo già facendo. E chiaro che l'attuale situazione in Libia non è sicura per i migranti. Con l'IOM abbiamo già aiutato oltre 40.000 persone a lasciare la Libia e ritornare volontariamente nei paesi d'origine. Allo stesso tempo, con 1'UNHCR e alcuni Stati membri, abbiamo anche sostenuto l'evacuazione dalla Libia al Niger o direttamente in Europa di quasi 4.000 migranti bisognosi di protezione internazionale".

 

Il Ministro dell'Interno Matteo Salvini vuole introdurre norme più stringenti per colpire le Ong. È d'accordo?

"Non è competenza della Commissione decidere dove far sbarcare le persone soccorse in mare. È una decisione che spetta alle autorità nazionali, in linea con il diritto internazionale del mare. Le imbarcazioni delle Ong, come qualsiasi altra imbarcazione, devono rispettare le regole nazionali e internazionali. Allo stesso tempo, non possiamo ignorare l'importante lavoro svolto da molte di queste navi nel salvare vite umane".

 

Crede ci sia un legame tra la sua fine dell'operazione Sophia e l'aumento delle operazioni delle Ong?

"Sia chiaro, non è stata una mia decisione o della Commissione quella di limitare l'operazione Sophia, ma degli Stati membri. Per questo crediamo che debba continuare nel suo pieno mandato. Non penso ci sia una relazione: le imbarcazioni delle Ong sono attive nel Mediterraneo da anni, lo erano anche quando l'operazione Sophia aveva un mandato pieno".

 

Il neopresidente del Parlamento europeo, David Sassoli, ha sottolineato la necessità di riformare il Regolamento di Dublino. Si capirà che i confini dell'Italia sono i confini dell'Europa?

"Sono lieto che il nuovo Presidente del Parlamento europeo dia la priorità alla Riforma del sistema europeo comune di asilo, compreso il Regolamento di Dublino. Lasciare questa impresa incompiuta sarebbe dannoso per il futuro dell'Europa. Conto anche sulla Presidenza finlandese per contribuire a guidare le discussioni con gli Stati membri nei prossimi mesi. Adottare questa riforma è sempre stata la mia priorità".

 

La settimana scorsa si è votato in Grecia. Che cosa significa la vittoria di Kyriakos Mitsotakis, e la sconfitta di Tsipras nel suo paese?

"La vittoria di Mitsotakis segna la sconfitta del populismo e manda un forte segnale anti populista in tutta Europa. È l'inizio di una nuova era di progresso, riabilitazione istituzionale e importanza geopolitica nel garantire la stabilità regionale per tutto il nostro vicinato. Ho piena fiducia nella leadership visionaria di Mitsotakis, nelle sue capacità di riforma e nella sua sincera determinazione e ambizione di raggiungere questi obiettivi in nome della Grecia e dei suoi cittadini, rimanendo fermamente impegnati e attaccati all'Europa e ai suoi valori. Sono con lui dall'inizio e continuerò a stargli vicino".