di Sara Coico
ultimavoce.it, 4 agosto 2025
Le sparizioni forzate in Venezuela sono al centro dell’ultimo report di Amnesty International intitolato “Arrestati senza lasciare tracce: il crimine di sparizione forzata in Venezuela” il quale, tramite ricerche condotte in un periodo di 10 anni, mette in luce la macchina repressiva delle autorità venezuelane. In particolare, sarebbero 15 i desaparecidos durante le scorse elezioni presidenziali che si sono concluse con l’ennesima vittoria di Nicolás Maduro, a cui si aggiungono più di 2000 arresti arbitrari e ulteriori violazioni dei diritti umani.
Le sparizioni forzate in Venezuela, come sottolinea Amnesty International, sono una pratica ormai sistematica e utilizzata in modo massiccio a partire dagli anni 50 per silenziare gli oppositori politici. Esse costituiscono una violazione dei diritti umani in quanto coinvolgono agenti dello stato e sono caratterizzate dal diniego dell’arresto della persona in questione.
Nel periodo che va dalle elezioni del 28 luglio 2024 al 15 giugno 2025 la nota ONG ha rilevato un aumento dei casi di sparizioni forzate in Venezuela nei confronti di (spesso presunti) dissidenti che in molti casi sono scomparsi per mesi. Come viene specificato dal report, gran parte dei 15 desaparecidos (soprattutto attivisti politici) sono state private della loro libertà senza alcun fondamento legale e in diversi casi la detenzione - spesso effettuata da funzionari statali non identificati - è stata utilizzata come pretesto per giustificare alcune narrazioni e cospirazioni contro cittadini stranieri, nel campo della cosiddetta “diplomazia degli ostaggi” perpetrata dal governo di Maduro.
Inoltre, Amnesty International ha riscontrato che gli individui scomparsi forzatamente sono stati privati anche delle principali garanzie procedurali, come conseguenza della subordinazione del sistema giudiziario agli interessi governativi. Tra le violazioni più eclatanti si segnalano: le udienze preliminari tenute segrete, l’imposizione di difensori d’ufficio non in grado di svolgere i propri doveri, tribunali privi di indipendenza (i cosiddetti ‘tribunali antiterrorismo’ creati ad hoc) e la mancanza di informazioni sul luogo di detenzione ai familiari della vittima. Ad oggi, la sorte di 11 delle 15 persone scomparse esaminate nel report è ancora sconosciuta e il numero di desaparecidos totali è addirittura salito a 46 individui.
Una strategia metodica e repressiva che non risparmia nessuno - Tra i casi esaminati da Amnesty spicca quello di Eduardo Torres, attivista e avvocato dell’organizzazione per i diritti umani PROVEA, scomparso dopo aver lasciato una riunione di lavoro a maggio 2025 e accusato di far parte di una “rete terroristica”. I ricorsi e le petizioni presentate dalla sua famiglia sono state tutte respinte. Il giornalista e direttore de “La Patilla” Rory Branker, invece, è stato arrestato per le sue critiche nei confronti del governo: vittima di un agguato mentre era in macchina con un collega, Branker è stato arrestato da due persone armate in borghese e portato a El Helicoide, il quartier generale del Servizio di Intelligence Nazionale Bolivariano (SEBIN).
L’oppressione governativa ha anche colpito categorie già fragili e marginalizzate: ne è un esempio la vicenda di Yevhenii Petrovich, uno studente ucraino autistico e con ADHD che è stato arrestato mentre cercava rifugio al confine con la Colombia. Appare così chiaro che questi non sono fenomeni isolati ma parte di un sistema più ampio basato sulla militarizzazione, sulla paura e sull’escalation della violenza che ha preso piede in Venezuela nell’ultimo decennio.
Le sparizioni forzate sono molto di più che una violazione dei diritti umani - Secondo le parole di Agnès Callamard, Segretaria generale di Amnesty International, queste sparizioni forzate non costituiscono solo una violazione dei diritti umani ma sono addirittura un crimine contro l’umanità in quanto “sono compiute nell’ambito di un attacco generalizzato contro un settore della società civile”.
Le istituzioni responsabili non potranno rimanere impunite a lungo: infatti, il Venezuela ha firmato la Convenzione Internazionale per la Protezione di tutte le Persone dalla Sparizione Forzata ed è uno Stato parte della Convenzione Interamericana in merito, per cui non è esente dai suoi obblighi internazionali in materia di diritti umani. È ora che il Venezuela e l’intera comunità internazionale implementino le raccomandazioni fornite da Amnesty e da tutte le altre ONG che difendono i diritti umani e le buone pratiche democratiche. Mentre Maduro e il suo governo vengono percepiti sempre di più come i reali responsabili dell’isolamento internazionale e della disgregazione della democrazia, la lotta della società civile per la libertà di pensiero e la sua voglia la giustizia si qualificano come la principale speranza per il ripristino dei diritti umani nel Paese.











