di Angela Stella
L’Unità, 18 giugno 2026
La Relazione al Parlamento, consegnata ma non ufficialmente presentata, si riferirebbe alla situazione 2024 ormai superata, ma per Turrini Vita la colpa è del precedente Collegio. Non c’è ancora traccia per il secondo anno di seguito della Relazione annuale al Parlamento da parte del Garante Nazionale dei diritti delle persone private della libertà personale eppure, come sottolineato da una interrogazione al Ministro Nordio da parte del Partito Democratico in cui se ne chiede conto, “il sistema penitenziario è un’emergenza nazionale ormai ineludibile” ma “l’attività del Garante appare paralizzata”.
Da Via Arenula rispondono semplicemente che “può solo evidenziarsi che nel mese di aprile 2026 è stato presentato il Report analitico sul ‘Rispetto della dignità della persona privata della libertà personale’ aggiornato al 7 aprile 2026, sulla base dei dati forniti dal Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria”. Tale report di 40 pagine ovviamente non è la relazione ma una aggregazione di dati fornita proprio da via Luigi Daga: “Il Garante utilizza i dati del Dap. Ora se una autorità indipendente - commenta la responsabile giustizia del Pd, Debora Serracchiani - può agire in questo modo mi domando se non sia arrivato il momento di puntare l’attenzione su quanto sta accadendo. Insieme ai fatti di Sollicciano, si sta toccando il punto più basso sulle carceri”.
In realtà la Relazione, quella vera, è stata consegnata sia al presidente della Camera che a quello del Senato ma ancora non viene calendarizzata la presentazione ufficiale al Parlamento. Da quanto appreso da fonti parlamentari l’evento potrebbe saltare perché il rapporto si riferisce al 2024, quindi sarebbe ritenuto superato. Ma c’è un’altra questione che ruota intorno al Collegio. Quello attuale, presieduto da Riccardo Turrini Vita affiancato da Irma Conti e Mario Serio, ha fatto precedere l’invio della Relazione da una lettera in cui, tra l’altro, si legge che essa “cade su un tempo insieme più esteso e più remoto: più esteso perché, per quanto possibile, si sono dovute raccogliere le risultanze del secondo semestre 2023, non elaborate dal Collegio allora sedente in regime di vacatio; più remoto perché le vicende della ricostituzione e le necessità di riordino amministrativo che si sono palesate nel corso del 2025 (per tacere delle sempre più pesanti esigenze di monitoraggio) hanno rallentato la raccolta e l’esame delle evidenze conferenti all’anno 2024”.
In pratica il collegio di adesso ha bacchettato quello precedente, con al vertice Mauro Palma insieme a Emilia Rossi e Daniela De Robert, per non aver fatto nulla rispetto alla seconda metà del 2023. Non si è lasciata attendere la replica dei diretti interessati, sempre da quanto appreso da fonti parlamentari, che hanno risposto con una lettera indirizzata direttamente a Turrini vita. Nella missiva i tre si dicono colpiti e stupefatti per quell’affermazione e mettono poi in fila una serie di circostanze che smentiscono Turrini Vita e colleghi. Innanzitutto il vecchio Collegio dal 20 al 23 novembre 2023 aveva organizzato tre giornate presso il Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università di Ferrara per fare il punto proprio sul secondo semestre 2023.
All’incontro fu invitato anche il Collegio entrante (allora presieduto da Felice Maurizio D’Ettore, scomparso poi prematuramente) ma declinò l’invito. Successivamente, in occasione del Saluto al Parlamento da parte del Collegio uscente ad inizio dicembre 2023 sono state presentate ulteriori elaborazioni ma ancora il nuovo invito al Collegio non fu accolto. Stessa sorte ha avuto la richiesta di un “passaggio di consegne”. Quanto al “remoto”, che viene riferito alla necessità di riorganizzazione amministrativa, Palma, Rossi e De Robert avrebbero sottolineato che anche questo aspetto sarebbe stato avvantaggiato da una fase di conoscenza reciproca tuttavia sebbene più volte sollecitata nel periodo seguente al nuovo insediamento sarebbe stata ostinatamente rifiutata.
Intanto sul sequestro di 7 reparti nel carcere toscano di Sollicciano ieri ha parlato Ettore Squillace Greco, procuratore generale della Repubblica presso la corte d’appello di Firenze, a margine della firma del protocollo tra la Regione Toscana e le procure della Toscana per l’assegnazione di personale regionale agli uffici giudiziari: “È una situazione che non costituisce una sorpresa, era già stato rilevato fin dall’anno scorso, anche all’inaugurazione dell’anno giudiziario”. Rispetto ad esse, ha concluso, “è stato programmato un intervento importante. Il problema è che i tempi di questo intervento non sono coincidenti con le esigenze e le urgenze che ci sono in quel carcere. Quello che è avvenuto mi pare che dimostri questa distonia, almeno sul piano tempistico”.










