sito

storico

Archivio storico

                   5permille

   

di Roberta Polese

Corriere del Veneto, 9 giugno 2026

Il senatore Pierantonio Zanettin, Forza Italia, conosce molto bene i tribunali veneti. Prima di entrare in politica, nelle file del centrodestra, ha lavorato come avvocato nel foro di Vicenza. Oggi è membro della seconda commissione permanente, quella sulla giustizia. Senatore, il prossimo 30 giugno scadranno i contratti di circa 1.500 lavoratori precari del Pnrr Giustizia. Il ministero rivendica spesso i successi nella riduzione dell’arretrato, ma questi risultati sono stati ottenuti proprio grazie anche a loro. Come si eviterà il blocco totale dei tribunali dal primo luglio senza una stabilizzazione immediata o una proroga d’urgenza di questo personale?

“Sono meno di 1.500 i precari da stabilizzare, e in ogni caso il governo ne ha già stabilizzati 9.400, erano contratti a termine, si sapeva che l’esperienza sarebbe terminata. Questo governo ha fatto molte assunzioni anche se dobbiamo ammettere che l’Unione europea non ci aiuta con il patto di stabilità, certo non voglio sminuire il problema, la situazione è difficile, ne sono consapevole, ho lavorato molto nei tribunali”.

 

A Padova la Procura della Repubblica riesce a tenere aperti gli uffici solo grazie ai “nonni vigili” del Comune e a infermieri o OSS distaccati dalla Regione. Quando arriveranno i profili specialistici promessi?

“I concorsi si fanno, il problema è la mobilità fuori regione: chi vince un concorso e si deve spostare viene penalizzato dal costo della vita e dagli stipendi che ammetto non sono molto alti”.

 

Bisognerebbe alzare gli stipendi allora?

“Gli stipendi sono un problema, ma molto si può fare anche con un concorso su base regionale, in modo da non costringere le persone a spostarsi lontano dal proprio paese d’origine”.

 

Il Silp Cgil denuncia che gran parte dei 250 operatori di Polizia Giudiziaria dislocati nelle Procure venete viene sottratta alle indagini penali per svolgere il lavoro burocratico dei cancellieri mancanti. Questo “travaso” di mansioni non mina la sicurezza dei cittadini e rallenti l’azione investigativa contro la criminalità?

“Non credo che la polizia giudiziaria sia completamente spostata sulla burocrazia, credo invece che le indagini si facciano e anche bene, da questo punto di vista non condivido la battaglia dei sindacati”.

 

Notizia di ieri: nel tribunale di Padova non funziona l’acqua, non ci sono soldi per far funzionare i condizionatori. Che risposte può dare la politica al personale che lavora in queste condizioni?

“Le risorse sono poche e vanno dirottate sulle emergenze, non conosco nel dettaglio il problema di Padova ma so che nel tribunale di Vicenza, che in passato aveva bagni indecenti, la situazione è molto migliorata, certo che una cosa va detta: in questo contesto dare il via libera all’apertura del tribunale di Bassano è un controsenso, sono contrario e lo sono sempre stato, nonostante ci siano parti della mia maggioranza che lo promuovono”.

 

Carceri, un eterno problema: in primis per lo stato di salute dei detenuti, soprattutto ora che arriva la stagione più calda...

“Sulle carceri è previsto un incontro con il ministro Carlo Nordio, siamo alla fine della legislatura, un’azione va intrapresa, la sicurezza e la certezza della pena non devono essere sinonimo di tortura, il carcere deve essere rieducativo, non punitivo”.

 

L’ex sottosegretario alla giustizia Andrea Delmastro Delle Vedove non la pensava come lei sui detenuti…

“Abbiamo due modi di intendere queste cose, pur appartenendo a due partiti della stessa maggioranza”.

 

E le carceri colabrodo?

“Sono un problema, le nuove tecnologie sono fuori controllo”.