di Marianna Caiazza*
Il Riformista, 18 aprile 2026
Sin dal suo insediamento a fine 2022, l’attuale Governo ha avuto un fine preciso: garantire la sicurezza nel Paese. E per capire cosa significhi, in questa legislatura, questa parola, basta guardare all’attività legislativa che l’ha accompagnata, il più delle volte con il tanto abusato strumento del decreto legge. Il primo è il c.d. Decreto “Rave” (D.L. 162/2022), approvato a pochi giorni dal giuramento. Il decreto ha mirato alla minaccia del momento, i temibili Rave Party, colpendoli con l’introduzione - tanto per cambiare - di un nuovo reato: quello di “Invasione di terreni o edifici per raduni pericolosi”. Ad inizio 2023 si passa dai party ai porti con il Decreto Piantedosi (D.L. 1/2023), che ha introdotto una serie di norme restrittive nei confronti delle Ong per le operazioni di soccorso di migranti, aggravando le responsabilità nelle attività di salvataggio, facendo divieto di operare salvataggi “multipli” ed attribuendo al Ministero dell’Interno il potere di limitare o vietare il transito e la sosta di navi nel mare territoriale per motivi di ordine e sicurezza pubblica. Nato a seguito del tragico naufragio di cui porta il nome, c’è poi il Decreto Cutro (D.L. 20/2023), emanato con il fine non di gestire diversamente il fenomeno migratorio, ma di colpire duramente un obiettivo preciso, ossia gli scafisti.
Si introducono perciò nuovi reati, come quello di “Morte o lesioni come conseguenza di delitti in materia di immigrazione clandestina”, con pene fino a 30 anni. Si limita fortemente, inoltre, la protezione speciale, volta a garantire l’asilo alle persone straniere presenti sul territorio italiano. Un altro caso di cronaca genera poi il Dec reto Caivano (D.L. 123/2023) che, con il fine di contrastare la criminalità giovanile e il fenomeno delle baby gang, abbassa la soglia per il Daspo urbano, introduce l’ammonimento del Questore per i minori, aumenta le pene per i genitori che non mandano i figli a scuola e riduce la soglia per arresto in flagranza e custodia cautelare per i giovanissimi. Nel 2024 si interviene riformando il Codice della Strada (L. 177/2024) con norme che poco hanno a che fare con la sicurezza stradale: riassunto dal Ministro Salvini con le parole “lucido sì o lucido no, ti tolgo la patente”, fa ingresso nell’ordinamento il nuovo art. 187 C.d.S., che punisce la mera positività (e, dunque, il consumo) a prescindere dall’accertamento dello stato di alterazione. Ed è sempre del 2024 il Decreto Sicurezza, con i suoi 14 nuovi reati e un calderone di disposizioni con precisi target: rom e detenute madri, “droghe” (la cannabis light…), occupanti abusivi, manifestanti, migranti, mendicanti, extracomunitari. Persino la resistenza passiva diventa penalmente rilevante. Tirando le somme dal 2022 ad oggi, quindi, di sicurezza ce n’è una sola: che, qualunque cosa accada, ci sarà sempre un nuovo reato da poter introdurre.
*Avvocato penalista











