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di Luigi Merano

 

Libero, 21 maggio 2019

 

Oggi scade la convenzione, la storica emittente vicinissima alla chiusura. Giachetti (Pd) in sciopero della fame e della sete finisce all'ospedale. "Domani (oggi, ndr) scade la convenzione, ma andremo avanti finché avremo ossigeno nella speranza di una proroga. L'ad ha già fatto sapere che senza rinnovo verranno pagati gli stipendi di maggio e non quelli di giugno.

Il problema è che non ci saranno neanche le risorse per sostenere i costi di produzione, a partire dall'accensione degli impianti". A parlare è il direttore di Radio Radicale, Alessio Falconio, preoccupato per la sopravvivenza della storica radio. L'attuale governo ha annunciato da tempo di non voler rinnovare la convenzione.

Se non ci sarà una proroga, la chiusura potrebbe essere inevitabile. Sono così ore febbrili per i lavoratori della radio che attendono una risposta dalla politica per capire quale sarà il proprio destino. Il Movimento 5 Stelle, che ha voluto più di tutti la fine della convenzione, alterna timidi segnali di apertura a conferme di uno stop, mentre continuano iniziative e scioperi della fame, come quello di Roberto Giachetti, esponente del Pd con una storia nel Partito Radicale, ricoverato ieri a Roma con segni di disidratazione e ipotensione dopo 83 ore di digiuno.

Le speranze sono riposte in primo luogo negli emendamenti al disegno di legge "Crescita", tra cui uno della Lega a prima firma di Massimiliano Capitanio che punta a una proroga di sei mesi e che ha trovato qualche apertura dal Movimento 5 Stelle.

"Noi ci rifacciamo alle parole di Di Maio che ha parlato della necessità di trovare una soluzione e alle aperture di Primo Di Nicola", ha spiegato ancora Falconio. Lo stesso direttore della radio rende poi omaggio alle molte iniziative a sostegno per la radio: "Siamo forti delle iniziative di digiuno di Giachetti, di Roberto Deriu al secondo giorno di digiuno, del sostegno di molti altri deputati del Pd, dell'iniziativa non violenta di Giuseppe Moles di Forza Italia, che digiuna dopo aver preso la staffetta da Maurizio Bolognetti, in sciopero della fame per 78 giorni", ha spiegato Falconio.

Il direttore ha poi ricordato che, "ci sono appelli di costituzionalisti, penalisti, storici, internazionalisti. Anche il mondo accademico si stringe attorno a noi". La speranza è tutta legata alla sorte di alcuni emendamenti: "Speriamo che si tenga conto dei criteri di necessità ed urgenza, anche alla luce delle indicazioni dell'Agcom", ha concluso.

Entrando nel dettaglio tecnico dell'emendamento leghista, bisogna ricordare che l'importo è inferiore a quello della precedente convenzione (3,5 milioni per sei mesi contro i 10 milioni per un anno del passato) e ciò potrebbe convincere i grillini a dare il via libera. "Se c'è la volontà politica una soluzione si trova", assicura il leghista Capitanio.

"Mi sembra di aver capito che ci sia l'idea di una proroga per poter aprire una gara, spero che vada in porto", aggiunge invece la leader di +Europa, Emma Bisognerà però attendere il vaglio di ammissibilità della presidenza della Camera. Secondo le indiscrezioni, potrebbe essere considerato inammissibile, ma la Lega appare pronta a fare ricorso. Si voterà, comunque, la settimana prossima, a campagna elettorale finita.