ilpost.it, 6 giugno 2025
È una misura voluta dall’estrema destra svedese per ridurre il sovraffollamento: non è la prima volta che si fa un accordo simile in Europa. I governi di Svezia ed Estonia hanno fatto un accordo per trasferire in un carcere estone fino a 600 detenuti dalla Svezia, con l’obiettivo di diminuire il sovraffollamento carcerario. L’accordo prevede che la Svezia affitti 400 celle nel carcere della città estone di Tartu, che in totale può ospitare 933 detenuti ma che oggi è vuoto per due terzi. Il testo deve ancora avere l’approvazione dei due parlamenti e in quel caso entrerà in vigore nel luglio del 2026. In Svezia il governo, di centrodestra, ha bisogno anche dei voti del Partito Socialdemocratico, di centrosinistra e all’opposizione, che per il momento non si è completamente opposto alla proposta, ma ha espresso molto scetticismo.
I due governi si sono accordati affinché il trasferimento dei detenuti venga approvato caso per caso: verranno considerati solo uomini maggiorenni condannati per reati gravi, come omicidio, reati sessuali o economici. Non saranno trasferiti i detenuti considerati un grave rischio per la sicurezza nazionale, come i condannati per reati di terrorismo o che hanno legami con la criminalità organizzata, e nemmeno persone che hanno bisogno di cure.
Il carcere di Tartu continuerà a essere gestito dal personale penitenziario estone, che però dovrà seguire un percorso di formazione preparato da agenti svedesi. Nel carcere sarà in vigore la legge estone, ma verranno fatte alcune modifiche affinché l’esperienza dei detenuti raggiunga gli standard della legge svedese. La lingua utilizzata sarà l’inglese e i detenuti verranno riportati in Svezia un mese prima della fine della loro pena. Il costo di ogni detenuto in Estonia sarà di circa 8.500 euro al mese (esclusi i costi di trasporto da e verso la Svezia), rispetto ai circa 11.500 euro necessari in Svezia.
L’affitto di posti carcerari all’estero era uno dei punti chiave del cosiddetto accordo di Tidö, con cui nel 2022 i Democratici Svedesi, partito di estrema destra, si erano impegnati a dare l’appoggio esterno al governo formato da Partito Moderato (centrodestra), Democratici Cristiani (centrodestra) e Liberali: la misura era stata chiesta proprio dai Democratici Svedesi. Il governo svedese ha detto che l’Estonia è stata scelta, oltre che per la sua disponibilità, anche per la sua vicinanza e per il fatto che gli standard carcerari dei due paesi sono molto simili.
Negli ultimi 15 anni in Svezia c’è stato un notevole aumento dei tassi di criminalità: il paese è oggi primo nell’Unione Europea per numero di omicidi compiuti con arma da fuoco pro capite. È una situazione che ha messo sotto pressione il sistema penitenziario svedese, considerato un modello all’estero perché molto concentrato sulla riabilitazione e il reinserimento sociale dei detenuti attraverso l’assistenza psicologica, il lavoro e lo studio. A maggio del 2025 circa 7.300 persone erano detenute in poco più di 5.200 celle: per la Svezia, dove si cerca di dare a ogni detenuto una cella singola, significa un tasso di occupazione del 141 per cento.
Non è il primo accordo di questo tipo in Europa: tra il 2010 e il 2016 il Belgio aveva affittato 680 posti carcerari a Tilburg, nei Paesi Bassi, e nel 2021 la Danimarca aveva firmato un accordo da 210 milioni di euro per affittare 300 celle in Kosovo per 10 anni. Recentemente anche il presidente francese Emmanuel Macron ha menzionato un’intenzione simile, ricevendo molte critiche: trasferire detenuti in un altro paese, lontano dalla propria rete di affetti, e affidarli a delle autorità straniere ha serie implicazioni morali e legali ed è sconsigliato dalle associazioni che si occupano dei diritti dei detenuti.











