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di Luciana Cimino

Il Manifesto, 25 luglio 2026

Il razzismo sistemico degli Stati Uniti e il clima da far west che da contraddistingue la nazione guidata da Trump “ha avuto presa anche in Italia”. Gianfranco Pagliarulo, presidente dell’Associazione nazionale dei partigiani (Anpi), legge nelle vicende del gioielliere che si è fatto giustizia da solo e nella morte, mentre era nelle mani della polizia, di Abderrahim Fakir, “un segno pesantissimo di imbarbarimento e di americanizzazione della società”. “Le due storie, pur molto diverse tra loro, ricordano quel clima da far west, sempre presente negli Usa, che è esploso in tutta la sua virulenza con l’Ice, il gruppo di squadristi che è una specie di guardia del presidente, è molto preoccupante”

Cosa vi spaventa?

Il governo ha tentato di sostituirsi al presidente della Repubblica per imporre la grazia all’orafo Mario Roggero. Su Fakir sono state fatte circolare notizie false, attribuendogli reati che non ha mai commesso: c’è un movimento di pancia, una nuova barbarie che fa impressione. Che nel ventre di una società si covino istinti rancorosi o di vendetta, ci può stare. La cosa grave è che questi istinti sono in gran parte sollecitati o creati dalle modalità attraverso cui diverse persone al governo comunicano. La legittima difesa viene travolta da un disegno di legge che non sarà mai approvato perché sdogana la pena di morte, appaltandola ai privati.

Meloni ha annunciato in un video la norma che prevede la punibilità dei ragazzini, una stretta dal sapore razzista perché si rivolge a quelli che loro definiscono “maranza”...

Anche questo è frutto della violenza verbale. Non solo: segnala la trasformazione della natura profonda del paese che passa da stato sociale, che trova dei compromessi sociali che migliorano le condizioni di vita e di lavoro dei cittadini, a stato penale che risolve le contraddizioni sociali attraverso la pena, con l’intervento repressivo e autoritario. I bersagli sono tutti i soggetti deboli e anche politici: i giovani, i lavoratori, le persone a basso reddito. Un lungo film cominciato pochi mesi dopo la nascita del governo con la legge anti rave, il decreto Cutro e quello Caivano, per finire con le leggi sulla sicurezza. Provvedimenti che tentano di impedire il dissenso e il conflitto sociale. Il risultato è un aumento patologico delle fattispecie di reato e delle pene per reati già esistenti.

Come si supera questa fase?

Tutte le forze democratiche e costituzionali devono fare un salto di qualità sia nella parte di contrapposizione che in quella di proposizione. Ciò richiede un’alleanza che non parta solo dei partiti ma dalle associazioni dei cittadini, un ampio fronte di forze che contrasti in ogni modo questo degrado autoritario del paese e contemporaneamente avanzi delle proposte di attuazione della Costituzione. Bisogna ricostruire il paese dal punto di vista economico e sociale. E anche morale, dato che le guerre sono state normalizzate.

Oggi ci saranno centinaia di appuntamenti in tutta Italia per la pastasciutta antifascista che ricorda la grande festa organizzata dalla famiglia Cervi nel 1943 per la caduta del regime fascista. Perché quest’anno l’Anpi l’ha dedicata alla Costituzione?

È sotto attacco da tempo ma oggi è oggetto di tentativi manipolatori e stravolgenti. La questione più urgente è la nuova legge elettorale che determinerebbe conseguenze pesantissime per il futuro della democrazia. Se si unisce con il resto, a partire dall’autonomia differenziata, ci si rende conto che c’è un disegno per demolire la Costituzione. Capisco che a questa subcultura “anti - antifascista” che viene promossa dal governo, questa iniziativa possa dare fastidio.