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di Dario Ferrara

Italia Oggi, 18 maggio 2023

Nessuna “giustizia postale”. Lo chiarisce il guardasigilli Carlo Nordio, riscontrando l’interrogazione a risposta scritta rivoltagli in commissione a Montecitorio dal deputato Devis Dori (Avs): nel mirino c’è la convenzione sottoscritta con Poste Italiane nell’ambito del progetto Polis dai ministeri della Giustizia e delle Imprese per facilitare l’accesso alla volontaria giurisdizione ai cittadini svantaggiati o poco &ldquotecnologici&rdquo iniziativa che ha destato la reazione di Cnf, Ocf e del Movimento forense, che chiede di vedere gli atti dell’accordo anche nella forma dell’accesso civico: procedure come l’amministrazione di sostegno, nota l’atto di sindacato ispettivo, “dovrebbero essere affidate a soggetti qualificati”, altrimenti si rischiano “abusi” su “soggetti più fragili già bisognosi di protezione”. Ma attenzione: “Poste Italiane non effettua alcun trattamento di dati”, replica il ministro. E la spa non ha alcuna “delega di funzioni” nel progetto Tribunale on line che consentirà “il deposito telematico di alcuni atti di volontaria giurisdizione direttamente da parte del cittadino”.

Invio semplificato - Finanziato dal Pnrr, Polis riguarda il ricorso per la nomina dell’amministratore di sostegno e il rendiconto che l’Ads o il tutore presentano periodicamente. L’ufficio postale “si limita a ricevere la documentazione cartacea e a spedirla all’ufficio giudiziario”, spiega Nordio: il servizio tracciato consente la ricezione “in tre giorni lavorativi”.

L’operatore predispone il plico e fa firmare all’utente l’informativa privacy “senza trattamento di dati” trattamento che invece può essere effettuato “solo da un avvocato con mandato”, rileva Dori. L’obiettivo è evitare a chi risiede in Comuni sotto i 15 mila abitanti di dover andare nel capoluogo di provincia dove c’è il Tribunale per compiere una mera attività materiale. Sono al momento attivi per il servizio otto uffici postali in Italia. Il Movimento forense, intanto, invita il Garante privacy a valutare l’esercizio dei poteri ispettivi ex art. 58 Gdpr a tutela dei soggetti deboli laddove il personale di Poste avrebbe “la possibilità di leggere i contenuti” dei documenti cartacei per il ricorso per Ads. Il Cnf chiedeva di specificare che la semplificazione sta soltanto “nell’inoltro alla cancelleria”.