di Risso Enzo
Il Domani, 25 agosto 2026
Il lavoro oggi è attraversato da numerose contraddizioni che toccano le persone, le aziende e la società nel suo insieme. Sebbene l’Italia abbia raggiunto livelli ragguardevoli di occupazione, sono ancora evidenti i salari bassi, i divari di genere e generazionali e la produttività stagnante. L’aumento degli occupati non si traduce in un miglioramento diffuso delle condizioni di lavoro né nella risoluzione dei problemi strutturali. Che cosa si attendono dal lavoro gli italiani? Il tema è stato analizzato dall’osservatorio Fragilitalia del centro studi di Legacoop e Ipsos.
Quale lavoro? - La principale caratteristica che dovrebbe avere il lavoro agognato è quella di fornire alle persone sicurezza economica e stabilità occupazionale (51 per cento). Secondo elemento fondamentale è la capacità di garantire un equilibrio tra la vita lavorativa e quella personale (42 per cento). Il lavoro, per le persone, dovrebbe essere fonte di benessere psicofisico (37 per cento) e strumento per accrescere e supportare costantemente i singoli, riconoscendo e valorizzando il merito (34 per cento). Altri tratti del lavoro ideale si concentrano su un adeguato livello di flessibilità e autonomia per le persone (29 per cento) e sulla possibilità di offrire discreti livelli di realizzazione personale e crescita professionale (26 per cento).
Adulti e Gen Z - La visione del lavoro che hanno i giovani della Generazione Z è marcatamente differente nella scala delle priorità rispetto a quella degli adulti. Il fattore più importante che dovrebbe garantire un posto di lavoro è l’equilibrio tra vita professionale e personale (48 per cento). Al secondo posto le ragazze e i ragazzi di oggi pongono il benessere psicofisico (41 per cento), mentre la stabilità e la sicurezza economica (41 per cento) viene al terzo posto, seguita dal bisogno di flessibilità e autonomia (31 per cento). La Generazione Z è spaventata dall’idea di trovarsi in un posto di lavoro in cui si è sfruttati (44 per cento, rispetto a una media del 39) e di ritrovarsi completamente assorbiti dal lavoro senza avere più tempo per se stessi (52 per cento, contro una media del 32).
In questa direzione vanno anche i timori rispetto agli orari di lavoro (41 per cento contro una media del 25). Essere adeguatamente remunerati (49 per cento), essere apprezzati (31 per cento), fare esperienze (35 per cento), dare più valore al tempo libero (25 per cento) e creare nuove amicizie con i colleghi (25 per cento) sono, infine, i tratti essenziali che i giovani ricercano da un posto di lavoro. Complessivamente un’impresa oggi deve imparare a accogliere i giovani della Generazione Z: apprezzandone le caratteristiche (31 per cento); consentendo di esprimere il loro potenziale (23); creando un ambiente ben organizzato (25); stimolando il lavoro di gruppo (26) e formando manager in grado di ascoltare e non solo di dare ordini (21).
Sfida cruciale - Le aspettative degli italiani, in primis dei giovani, sul lavoro pongono una sfida cruciale alle imprese, alla società e alla politica: garantire non solo occupazione, ma anche dignità e prospettive. Il lavoro è l’arena in cui si riflettono maggiormente le profonde trasformazioni della società italiana, in cui sicurezza e benessere psicofisico sono diventati valori prioritari. La Generazione Z, più attenta all’equilibrio vita-lavoro e alla qualità relazionale, sfida i modelli occupazionali tradizionali, spingendo verso un’organizzazione del lavoro più umana e inclusiva. Il lavoro del futuro dovrà sempre più conciliare efficienza e benessere, trasformandosi da mero strumento economico a spazio di realizzazione personale e sociale. L’esigenza di flessibilità e autonomia, unita alla domanda di relazioni significative, sospinge, infine, verso un modello occupazionale ibrido tra tecnologia e umanizzazione. Le imprese, pertanto, non solo si trovano di fronte a nuove sfide, ma dovranno anche giocare la partita che si è aperta per la definizione di un nuovo paradigma occupazionale: per un lavoro che non produce solo ricchezza, ma anche senso.











