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di Manuela Perrone

Il Sole 24 Ore, 18 giugno 2025

Il lavoro in carcere “conviene a tutti”. Ai detenuti, nell’ottica del futuro reinserimento nella società. Allo Stato, che garantisce la piena attuazione dell’articolo 27 della Costituzione. Alle imprese, che possono allargare il bacino della manodopera di cui hanno bisogno. Nutrito da questa convinzione condivisa, cresce il progetto “Recidiva Zero”, che ieri a Roma, al termine della seconda edizione della giornata dedicata, ospitata presso la Scuola di formazione “Giovanni Falcone” del dipartimento dell’Amministrazione penitenziaria, ha aggiunto una tessera chiave al mosaico: l’alleanza tra ıl Cnel e 16 associazioni datoriali, suggellata da un protocollo d’intesa.

L’obiettivo generale dichiarato e costruire un sistema integrato di formazione e lavoro in tutti i 189 istituti di pena italiani, grazie alla sinergia tra istituzioni, aziende, sindacati e terzo settore. L’iniziativa, avviata due anni fa con l’accordo firmato tra il presidente del Cnel, Renato Brunetta, e Il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, si e irrobustita passo dopo passo: prima la nascita del segretariato permanente al Cnel, che ha sfornato un disegno di legge per rivisitare il quadro normativo e regolamentare e garantire in carcere l’applicazione dei contratti collettivi nazionali, poi la conversione del decreto Sicurezza, che all’articolo 37 autorizza il governo a modificare il regolamento sul lavoro (il cantiere è aperto).

Infine, l’estensione alle persone in regime di detenzione della piattaforma Siisl per l’inclusione sociale e lavorativa. “È un’occasione storica per coniugare il diritto alla rieducazione del condannato con l’utilità in cui si può convertire l’espiazione della pena”, ha sottolineato il Guardasigilli Carlo Nordio. Perché “con “Recidiva Zero” c’è la possibilità di aiutare le aziende che hanno bisogno di manodopera, spesso per attività che gli italiani non vogliono più esercitare”. Il ministro ha ricordato l’urgenza di intervenire sul sistema carcerario, in particolare su quell’“edilizia penitenziaria disomogenea” che vede la compresenza di carceri modello con grandi spazi e istituti antichi, spesso vincolati, “dove è impossibile esercitare lavoro e sport” e che ora può contare su un commissario ad hoc Sempre Nordio ha sottolineato che “una buona percentuale di suicidi, flagello della carcerazione, avviene tra detenuti invia di liberazione. Yiche significa che per queste persone la prospettiva della libertà è preoccupante: non sanno come la società li accoglierà”. Eccolo, il buco nero. “Recidiva Zero” punta a dare la speranza a che oggi non c’è. Secondo il rapporto Censis aggiornato per l’evento, tra il 2023 e il 20241 detenuti sono aumentati del 28%, a quota 61.861. Appena il

31,3% frequenta percorsi di istruzione di primo o secondo livello, ma cresce al 7,2% la quota di chi e iscritto a corsi di formazione. Soltanto il 34,2% lavora (+5,8%rispetto al 2023), e 85 su

100 lo fanno alle dipendenze dell’amministrazione. “Da economista osservo i dati”, ha affermato Brunetta. “Nel 2023 il punto di partenza era chiaro: oltre il 70% dei detenuti aveva al massimo la licenza media; il 6% era analfabeta o privo di titolo di studio; solo l’1% era laureato. Spendiamo ogni anno 3,5 miliardi per il sistema penitenziario, ma il risultato è allarmante: oltre i170% di recidiva Il nostro impegno è colmare questo divario, creando un legame strutturale tra carcere, impresa, formazione e istruzione. Serve un cambio di passo”.

Per la ministra del Lavoro, Marina Calderone, che ha ribadito l’importanza del rispetto dei contratti collettivi, “dare la possibilità di abbracciare un’ipotesi di futuro diverso, oltre che un obbligo, è un atto di giustizia sociale importantissimo” .”Abbiamo bisogno di almeno 1,4 milioni di lavoratori in più - ha aggiunto: vuol dire che c’è posto per tutti e che a tutti dobbiamo offrire un’opportunità Aprire la piattaforma Siisl all’incrocio tra domanda e offerta per il lavoro in carcere e fuori dal carcere va in questa direzione”.

La sperimentazione e in corso in otto istituti, da settembre dovrebbe essere ampliata. Il sottosegretario alla Giustizia, Andrea Ostellari, ha voluto ricordare Enzo Tortora, arrestato ingiustamente ıl 17 giugno 1983, e ha citato un dato su tutti:

“Il 98% di chi acquisisce competenze professionali non commette più reati. Lavorando insieme per questo obiettivo, possiamo migliorare la società del futuro”. Lo ha ribadito a fine giornata il presidente del Senato, Ignazio La Russa: “Accanto alla necessità della certezza della pena devono esserci condizioni civili per chi sta in carcere, che comprendano il lavoro. A me sta a cuore, però, anche il modo con cui lo Stato onora la polizia penitenziaria, coloro che hanno il doppio compito di assicurare l’ordinato svolgimento della detenzione e di far riconoscere la civiltà dello Stato nel loro comportamento”. Lungo l’applauso della platea.