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di Liana Milella

La Repubblica, 7 agosto 2024

Si vota alla Camera l’ordine del giorno al decreto carceri (in linea con il referendum sulla giustizia del 2022 che avevano tra i promotori proprio il Guardasigilli Nordio. Un altro tassello “contro” la custodia cautelare. Approfittando del decreto legge Nordio sulle carceri (votata la fiducia stanotte con 186 sì, 126 no e due astenuti) che, da quando è stato varato, non ha evitato un solo suicidio. Siamo a 64. Erano 49 il 3 luglio quando il consiglio dei ministri lo ha approvato. E 15 suicidi in 34 giorni non sono proprio un niet. Ma il decreto serve per altro. Per Enrico Costa di Azione è l’occasione buona per uno dei suoi ben noti ordini del giorno, che aprono la porta a un desiderata della maggioranza. Ricordate? Il bavaglio ai giornalisti è venuto fuori così. Ma anche la presunzione d’innocenza, poi divenuta legge Cartabia, fu frutto di un ordine del giorno di Costa. Degli escamotage parlamentari lui sa tutto dopo vent’anni di Camera. E lo dimostra pure stavolta. Il clima - vedi il lodo Salvini sullo scudo penale ai governatori - è quello giusto.

E che fa Costa? Ieri ha ottenuto il via libera per un suo odg sulla custodia cautelare, un cadeau succulento per la maggioranza che certo lo accoglierà a braccia aperte. Perché lui propone di negare al pm la richiesta e al gip il via libera di una custodia cautelare per chi - e queste sono parole di Costa - non ha commesso “reati di grave allarme sociale o che compromettano la sicurezza pubblica o privata o l’incolumità delle persone”. Una frasetta finale che suona come una pietra tombale per qualsiasi reato che abbia a che vedere con la pubblica amministrazione. Perché sarebbe difficile per un magistrato dimostrare che c’è “allarme sociale” o “compromissione della sicurezza pubblica o privata o l’incolumità delle persone” nelle manine di chi propone o intasca una tangente, o maschera per finanziamento pubblico una dazione di denaro.

Costa veste ancora i panni del politico “garantista”. Pronto a sfruttare qualsiasi fessura di una legge per infilarci una proposta “garantista”. Ed eccolo qui a piazzarne una anche nel decreto carceri, su cui da un mese esatto piovono i fulmini di tutti coloro che si occupano di galere e hanno a cuore anche la sicurezza dello Stato.

Invece Costa lo sfrutta. Il mood della maggioranza è quello giusto. Nordio che rimette in pista la vecchia prescrizione. Che taglia le intercettazioni. Che pretende l’interrogatorio di garanzia prima dell’arresto. Matteo Salvini che lancia lo scudo per i governatori, dal lodo Alfano al “lodino Salvini”. Forza Italia che con i radicali visita le carceri, perfino con Tajani, ma poi vota l’inutile decreto Nordio (mille secondini in più, ma nel 2026, e chissà perché serve un decreto…). La Lega che vuole riscrivere i reati contro la pubblica amministrazione.

Costa in poche righe - non più di una ventina - mette in mostra tutti i suoi “must”. Eccoli: 30mila casi di ingiusta detenzione dal 1992 costati allo Stato 874 milioni di euro. Un codice di procedura penale che consente la custodia cautelare se il reato può essere ripetuto. Però ecco l’undicesimo comandamento Costa, la presunzione d’innocenza, di cui, a suo dire, bisogna tener conto se il soggetto in questione è incensurato.

Il responsabile Giustizia di Azione spiega a chi si rivolge la sua proposta: “Qualcuno la cui responsabilità non è ancora stata accertata, che sia dunque sospetto, ma goda della presunzione di non colpevolezza e non abbia mai subito condanne, e che subisce una misura cautelare sulla previsione che possa reiterare un reato non ancora accertato”. E arriviamo al passaggio forte del suo ordine del giorno, che suona come un calembour: “Un sospetto basato su un sospetto: sospetto di reiterazione del reato nei confronti di chi è solo sospettato di aver commesso quel reato, ma non è ancora stato dichiarato colpevole - anzi è presunto innocente - né lo è stato in passato”.

Il 20 giugno del 2022, quando i cittadini italiani furono chiamati a votare sui quesiti radical-leghisti, tra cui pure quello sulla custodia cautelare, c’era proprio l’attuale Guardasigilli Carlo Nordio tra gli sponsor dei referendum. Che fallirono miseramente, compreso quello in questione. Quorum non superato, solo poco più del 20% al voto, ovviamente con una maggioranza di sì, il 56,1%, a fronte del 43,9% per il no. E adesso Costa vuole “impegnare” il governo a limitare la custodia cautelare per gli incensurati “solo per reati di grave allarme sociale e per reati che mettono a rischio la sicurezza pubblica o privata o l’incolumità delle persone”. Troverà sicuramente le porte aperte di Nordio, della Lega, di Forza Italia. Forse uno scrupolo a dire sì se lo porranno i meloniani “in memoria” del loro passato carcerocentrico.