di Emilio Pucci
Il Messaggero, 30 maggio 2021
Per capire il rapporto causa-effetto dopo la conversione garantista di Luigi Di Maio sul caso Uggetti, il sindaco piddino di Lodi assolto con le pubbliche scuse del ministro della Giustizia per l'atteggiamento assunto da M5s nei suoi confronti, andrà monitorata la trattativa sulla riforma del processo penale. Il centrodestra e il Pd si aspettano ora un ammorbidimento delle posizioni da parte dei pentastellati.
Ma per M5S la riforma della prescrizione resta l'ultimo baluardo da difendere. Il comandamento è portare il treno in stazione, ottenere una mediazione alta. È giusto abbassare i toni per evitare le gogne mediatiche, pensare anche ad una riparazione del danno per chi emerge vincitore dall'inferno del processo, ma - questa la linea del Movimento - "noi siamo nel governo per difendere il testo Bonafede, non possiamo accettare una Caporetto su questo punto".
Nell'ultimo incontro avuto con la ministra della Giustizia M5S ha deciso di portare avanti una strategia collaborativa, in attesa che l'esecutivo porti in Parlamento le proprie proposte. L'obiettivo comune è quello di accorciare i tempi dei processi ma il no M5S al ritorno alla riforma Orlando è netto. L'orientamento della Commissione del dicastero di via Arenula prevede lo stop alla prescrizione per due anni alla fine del primo grado ma se l'appello dura più di 24 mesi la prescrizione riparte e si recupera il tempo perso. "Perché legare - spiega un big M5S - le dichiarazioni di Di Maio con le nostre battaglie? Non c'è correlazione".
È vero che la questione è anche politica, "il responsabile della Farnesina- argomentano in tanti nel Movimento - ha voluto mandare un messaggio a Conte, per fargli capire che aspetta ancora un po' altrimenti si riprende la leadership, qui non troverà più nulla".
Ma è evidente che ora fioccheranno le trappole in Parlamento. "Contano i fatti", dice per esempio il deputato di Azione, Enrico Costa. "M5S voterà - si chiede - i nostri emendamenti sulla presunzione d'innocenza, contro il processo mediatico, per evitare le conferenze stampa dei pm con proiezione di video e nomi assegnati alle inchieste? Voterà per l'oblio in rete per gli assolti, per il divieto di pubblicazione dell'ordinanza di custodia cautelare e delle intercettazioni e per l'estensione del segreto istruttorio?".
La tensione insomma resta. "Sono ottimista - dice il senatore Mirabelli, capogruppo Pd in Commissione al Senato. È finito il tempo degli scontri ideologici". La prova ci sarà più avanti. In teoria l'approdo nell'Aula della Camera della riforma del processo penale è previsto per il 25 giugno. Ma nella maggioranza non si esclude un rinvio.
Cartabia in ogni caso vorrebbe il primo passaggio a Montecitorio prima dell'estate. Per dare un segnale chiaro della necessità di rispondere alle attese dell'Europa. La settimana prossima in Commissione giustizia sono previste solo audizioni, il governo non depositerà ancora gli emendamenti. Anche sulla riforma del Csm si è deciso di prendere altro tempo. Inoltre l'esecutivo non ha ancora depositato gli emendamenti al Senato sulla riforma del processo civile, anche se sono pronti da diverse settimane per motivi legati alla copertura finanziaria.











