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di Maurizio Crippa

Il Foglio, 4 dicembre 2025

A seguire con cura la traiettoria del ragionamento di Alfredo Mantovano, sottosegretario di Stato alla presidenza del Consiglio, verrebbe da dire che l’unico (possibile) detenuto per cui nelle patrie galere non si sia trovato un posto è stato Al Masri. Per tutti gli altri lo spazio c’è, e se non c’è - cosa ricordata anche dal sottosegretario - è solo questione di costruire nuove prigioni: “Noi stiamo lavorando in modo intenso perché si affronti la questione del sovraffollamento carcerario con un congruo incremento dei posti all’interno degli istituti di pena”.

A seguire con cura la traiettoria di questa risposta a Ignazio La Russa - era a lui che stava rispondendo - viene però da pensare che non abbia sentito, o non voglia sentire. Il presidente del Senato, infatti, parlava d’altro e aveva avanzato una proposta d’altro tipo, che col gradiente di riempimento delle celle non c’entra nulla. Aveva proposto un piccolo provvedimento per Natale che permetta “a chi ha scontato la maggior parte della pena di finire di scontarla dentro di sé o in un altro luogo… facciamogli fare le vacanze di Natale a casa con i figli, con la moglie, con la mamma”. La sua era una natalizia “mozione degli affetti”. Mantovano si è infilato i panni di Scrooge e ha risposto che saranno allargati i posti in galera. Santo Natale.