di Leandro Del Gaudio
Il Mattino, 16 ottobre 2025
Una battaglia per la difesa della Costituzione, dialogo e confronto serrato su alcuni punti cardine dell’assetto democratico in Italia. È questa la sfida del comitato che si batte contro la riforma della giustizia. Una sfida che parte da Napoli che avrà il suo punto di svolta sabato pomeriggio, con la nuova edizione della notte bianca della giustizia. Ci saranno magistrati, ma anche scuole e docenti. Artisti (tra cui la cantante Fiorella Mannoia), ma anche il procuratore di Napoli Nicola Gratteri, i giornalisti Giovanni Floris e Massimo Giannini, don Luigi Ciotti (modera la giornalista di Repubblica Conchita Sannino).
Un appuntamento che ha inizio sabato 18 ottobre nella sala arengario del Tribunale di Napoli, una sorta di notte bianca della giustizia al cospetto di scuole e docenti e di quanti - tra cittadini e utenti - vorranno prendere parte.
Un appuntamento organizzato dalla giunta distrettuale dell’Anm (presidente Claudio Siragusa, segretario Valerio Riello). Ieri, il primo no alla riforma Nordio che verte - tra l’altro - sulla separazione delle carriere tra pm e giudici. Spiega il presidente Siragusa: “Vorremmo far capire che la nostra non è una battaglia corporativa, perché non abbiamo alcun interesse di casta da difendere. Anzi, è vero il contrario. La separazione delle carriere tra pm e giudici è duramente contrastata anche dai giudici. Vorremmo far capire ai cittadini che un pm disancorato dalla prospettiva di terzietà del giudice, e quindi vincolato al raggiungimento del risultato, incide gravemente sui diritti dei cittadini”.
Una posizione sostenuta anche dagli altri esponenti della giunta distrettuale, vale a dire Cristina Curatoli, Claudio Ragozzino, Maria Concetta Criscuolo, Giuseppe Sica, Pina D’Inverno, Giuseppe Sepe. Una conferenza stampa, quella di ieri, in cui si è discusso anche del caso Moccia, con la decisione dei penalisti di proclamare quattro giorni di sciopero per tutte le udienze, con l’invito a superare lo strappo da parte dei vertici del distretto (presidente di corte di appello Maria Rosaria Covelli e pg Aldo Policastro). Hanno spiegato ieri i magistrati: “Sbagliato colpevolizzare i giudici per la scarcerazione di 15 imputati per decorrenza, una magistratura delegittimata agli occhi della opinione pubblica è un rischio per la tenuta democratica del Paese”.











