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Il Fatto Quotidiano, 4 agosto 2020


La riforma del Csm approderà al prossimo Consiglio dei Ministri. Sono previsti 19 collegi e 2 turni di votazione. Al primo turno si possono esprimere fino a 4 preferenze - alternando candidati di genere diverso - e, per ogni collegio, almeno 10 candidature suddivise equamente per genere. Se il numero è inferiore, o non è rispettata la parità, si procede al sorteggio delle candidature mancanti. Passa al primo turno chi ottiene il 65% dei voti, altrimenti si va al ballottaggio tra i 4 candidati - anch'essi suddivisi per genere - più votati.

Il numero dei consiglieri torna a 30. Venti togati e 10 laici che non potranno essere scelti tra chi, negli ultimi due anni, è stato al Governo, anche di una Regione. Sorteggio annuale per i componenti delle Commissioni. Chi è membro del Disciplinare non potrà far parte delle Commissioni che si occupano di nomine, valutazioni di professionalità e trasferimento d'ufficio per incompatibilità dei magistrati.

Per combattere la degenerazione correntizia sarà vietato costituire gruppi all'interno del Csm. Le nomine avverranno secondo le esigenze di copertura degli uffici - per evitare quelle "a pacchetto" - con obbligo di audizione dei candidati e la raccolta dei pareri di avvocatura, magistrati e dirigenti amministrativi degli uffici di provenienza.

Gli ex consiglieri non potranno candidarsi a incarichi direttivi per 4 anni (i fuori ruolo per 2). Chi entra in politica non potrà più indossare la toga - sarà inquadrato al ministero della Giustizia o altri ministeri - e chi non viene eletto sarà assegnato a una regione diversa da quella in cui s'è candidato e non con funzioni inquirenti.