di Adriana Logroscino
Corriere della Sera, 21 ottobre 2026
Imputabilità dei minorenni, soldati a Milano, nuovi reati: il decreto legge varato martedì dal governo, spiegato nel dettaglio. Martedì 20 ottobre 2026 il governo ha varato un decreto legge sulla sicurezza. L’approvazione arriva dopo gli scontri e i disordini in diverse città - ma principalmente a Milano - degli scorsi sabato e domenica. Ecco che cosa cambia.
Gli under 18 imputabili senza attenuanti legate all’età - Il primo articolo del decreto interviene sulla punibilità dei minori. Nel decreto legge trova così spazio una norma che era stata inserita in un ddl ancora in discussione alla Camera: prevede l’estensione della presunzione di capacità di intendere e di volere - e di conseguenza l’imputabilità - per i minori tra i 14 e i 18 anni. Significa che, al contrario di quanto avviene per chi è sotto i 14 anni, i ragazzi tra i 14 e i 18 possono essere perseguiti senza attenuanti legate all’età. Rispetto all’articolo del codice penale finora in vigore, il minore è considerato imputabile a meno che la difesa non riesca a dimostrare concretamente la sua incapacità di intendere o di volere al momento del fatto. Si supera quindi la vecchia prescrizione in base alla quale era l’accusa a dover provare la maturità caso per caso.
Arresto in flagranza differito per devastazione e saccheggio - Il decreto modifica il codice di procedura penale anche riguardo all’arresto in flagranza differito (cioè non quando la persona è colta sul fatto ma subito dopo). Questa previsione viene estesa: sarà possibile comminare l’arresto in flagranza differito per i reati di devastazione, saccheggio, attentati a impianti di pubblica utilità, partecipazione violenta a manifestazioni pubbliche, danneggiamento da parte di un gruppo, purché il reato sia dimostrabile, per esempio attraverso video. Allo scopo di far fronte ad alti numeri di arresti, come nel caso dei fatti di Milano, il ministro della Giustizia Carlo Nordio ha annunciato che, con l’approvazione del decreto, sarà possibile “applicare con effetto immediato e senza la procedura ordinaria” i magistrati funzionali all’iter di convalida nel rispetto dei tempi stabiliti.
Il divieto di uscire o radunarsi non solo per le manifestazioni - Estensione del “fermo preventivo”, non solo in occasione di manifestazioni: la stretta è un tentativo di prevenire anche “scorribande” (le ha definite così il ministro dell’Interno Piantedosi) come quelle che si sono viste nel centro di Milano in assenza di una protesta organizzata. È un fermo preventivo l’avviso orale del questore che vieta di radunarsi in alcuni luoghi, a volte in alcuni orari, quando cinque o più persone, anche in gruppo, tengano comportamenti intimidatori, molesti o violenti contro persone o cose. Il fermo preventivo è stato introdotto a febbraio scorso. Da ieri potrà essere rivolto a coloro che commettono “fatti e atti che turbino l’ordine e la sicurezza pubblica in luoghi caratterizzati da un consistente afflusso di persone” e anche ai minori (tra i 14 e i 18 anni).
Carcere e maxi sanzioni in caso di disordini in piazza - Nasce il reato di partecipazione violenta a una manifestazione. Punisce persone che si raggruppino in cinque o più e tirino pietre e petardi o usino bastoni, mettendo in pericolo la sicurezza pubblica. Illustrandola, il ministro Nordio ha parlato dell’impiego di mazze e bastoni, ma anche di “lancio di razzi, bengala e fuochi artificiali scagliati con il rischio per l’incolumità”. Per questo reato la pena è la detenzione da 2 a 5 anni, la sanzione amministrativa è fino a 20 mila euro. La pena è aumentata nel caso in cui i responsabili si travisino e se le loro condotte provochino feriti. Rappresenta poi una fattispecie autonoma di reato, punita con la detenzione da 4 a 12 anni, l’organizzazione e la promozione di raggruppamenti violenti, anche “tramite strumenti informatici e telematici”.
Potenziata “Strade sicure”. Altri 500 soldati a Milano - Approvato il potenziamento dell’operazione “Strade sicure”: 500 militari aggiuntivi saranno inviati a Milano fino almeno al 31 dicembre. Consentiranno di rafforzare i presidi, intensificare la vigilanza dei siti sensibili e aumentare la capacità di controllo del territorio. Il loro impiego “contribuirà, inoltre, a rendere più efficiente la distribuzione delle risorse, consentendo a polizia e carabinieri di concentrare maggiormente il proprio personale sulle attività di prevenzione, intervento, contrasto dei reati e servizi di ordine pubblico”. Non passa l’ipotesi di ampliarne i compiti e le funzioni che avrebbe dato ai militari i poteri degli agenti di polizia giudiziaria. I militari opereranno “in coordinamento con le forze di polizia e nel rispetto delle rispettive competenze”, annuncia la Difesa.
“Chi rompe paga”. Danni risarciti dalle famiglie - Chi rompe paga e se chi rompe è un minorenne per lui pagano i genitori. Una novità del decreto è l’introduzione di procedure veloci per risarcire i danni provocati durante le manifestazioni violente. Nel caso di danni a beni pubblici, come le pensiline delle fermate degli autobus o i semafori, il prefetto invia l’ingiunzione di pagamento. Nel caso di danni a privati, come le devastazioni di negozi, vetrine, atti vandalici su auto e moto parcheggiate, il proprietario del bene potrà chiedere un decreto ingiuntivo immediatamente esecutivo al giudice. La sanzione amministrativa “in caso di violenza a persone o cose, commessa da un minore, anche se non imputabile”, è comminata ai genitori: da 500 a mille euro, somma che raddoppia in caso di reiterazione.









