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di Ester Palma


Corriere della Sera, 15 giugno 2020

 

Nel giorno del Corpus domani, Francesco spiega: "L'Eucarestia guarisce la nostra memoria ferita e orfana e le nostre negatività. Non ha senso andare a messa e poi lamentarsi e criticare". "Seguo con grande apprensione e anche con dolore la drammatica situazione in Libia, molto presente nelle mie preghiere in questi giorni. Per favore, esorto gli organismi internazionali e quanti hanno responsabilità politiche e militari a rilanciare con convinzione e risolutezza la ricerca di un cammino verso la cessazione delle violenze, che porti alla pace, alla stabilità e all'unità del Paese e perché la comunità internazionale si occupi dei migranti".

Dopo la recita dell'Angelus nel giorno del Corpus Domini, papa Francesco lancia un appello forte e vibrante per la Libia, aggiungendo poi a braccio: "Tutti abbiamo responsabilità nessuno si può sentire dispensato". E ha invitato i fedeli in piazza: "Preghiamo per la Libia in silenzio tutti", ha continuato il Pontefice rivolgendosi ai fedeli in piazza San Pietro, osservando un minuto di silenzio.

Poco prima, nell'omelia della Messa in San Pietro, Francesco aveva detto: "In questa crisi serve una vicinanza reale, servono vere e proprie catene di solidarietà". E ha aggiunto: "L'Eucaristia spegne in noi la fame di cose e accende il desiderio di servire. Ci rialza dalla nostra comoda sedentarietà, ci ricorda che non siamo solo bocche da sfamare, ma siamo anche le sue mani per sfamare il prossimo. È urgente ora prenderci cura di chi ha fame di cibo e dignità, di chi non lavora e fatica ad andare avanti. E farlo in modo concreto, non lasciando solo chi ci sta vicino. Ecco la forza dell'Eucaristia, che ci trasforma in portatori di Dio: portatori di gioia, non di negatività". Nel giorno in cui la Chiesa celebra proprio l'Eucarestia, il Papa mette in guardia dalle lamentele e dal piangersi addosso.

"Possiamo chiederci, noi che andiamo a Messa, che cosa portiamo al mondo? Le nostre tristezze, le nostre amarezze o la gioia del Signore? Facciamo la Comunione e poi andiamo avanti a lamentarci, a criticare e a piangerci addosso? Ma questo non migliora nulla, mentre la gioia del Signore cambia la vita", riunitevi e come comunità, come popolo, come famiglia, celebrate l'Eucaristia per ricordarvi di me. Non possiamo farne a meno, è il memoriale di Dio. E guarisce la nostra memoria ferita. Guarisce anzitutto la nostra memoria orfana.

Noi viviamo un'epoca di tanta orfanezza. Guarisce la memoria orfana. Tanti hanno la memoria segnata da mancanze di affetto e da delusioni cocenti, ricevute da chi avrebbe dovuto dare amore e invece ha reso orfano il cuore. Si vorrebbe tornare indietro e cambiare il passato, ma non si può. Dio, però, può guarire queste ferite, immettendo nella nostra memoria un amore più grande: il suo. L'Eucaristia ci porta l'amore fedele del Padre, che risana la nostra orfanezza.

Ci dà l'amore di Gesù, che ha trasformato un sepolcro da punto di arrivo a punto di partenza e allo stesso modo può ribaltare le nostre vite. Ci infonde l'amore dello Spirito Santo, che consola, perché non lascia mai soli, e cura le ferite. Con l'Eucaristia il Signore guarisce anche la nostra memoria negativa, quella negatività che viene tante volte nel nostro cuore. Il Signore guarisce questa memoria negativa, che porta sempre a galla le cose che non vanno e ci lascia in testa la triste idea che non siamo buoni a nulla, che facciamo solo errori, che siamo "sbagliati". "Il Signore sa che il male e i peccati non sono la nostra identità; sono malattie, infezioni. E viene a curarle con l'Eucaristia, che contiene gli anticorpi per la nostra memoria malata di negatività". Così Papa Francesco nell'omelia della messa per il Corpus Domini.

"Con Gesù possiamo immunizzarci dalla tristezza", ha sottolineato il Pontefice. "Sempre avremo davanti agli occhi le nostre cadute, le fatiche, i problemi a casa e al lavoro, i sogni non realizzati. Ma il loro peso non ci schiaccerà perché, più in profondità, c'è Gesù che ci incoraggia col suo amore". E ha concluso a braccio: "Con l'Eucaristia il Signore guarisce la nostra memoria negativa, quella negatività che viene tante volte nel nostro cuore.

Il Signore guarisce questa negatività che porta sempre a galla le cose che non vanno e ci lascia in testa la triste idea che non siamo buoni a nulla, che facciamo solo errori, che siamo "sbagliati". Gesù viene a dirci che non è così, anzi è contento di farsi intimo a noi e, ogni volta che lo riceviamo, ci ricorda che siamo preziosi: siamo gli invitati attesi al suo banchetto, i commensali che desidera. E non solo perché Lui è generoso, ma perché è davvero innamorato di noi: vede e ama il bello e il buono che siamo".