di Giovanni M. Jacobazzi
Il Riformista, 15 agosto 2026
Questa mattina il Partito Radicale tornerà nelle carceri per la tradizionale giornata di visite di Ferragosto. Un appuntamento che quest’anno arriva con numeri esplosivi: oltre 65mila detenuti, meno di 47mila posti effettivamente disponibili e un tasso di sovraffollamento che, secondo i dati diffusi recentemente da Franco Insardà sul Dubbio, ha superato il 140%. In 9 istituti si va addirittura oltre il 200%. La scorsa settimana, l’Ufficio di presidenza della Commissione Giustizia della Camera ha avviato, su richiesta di Forza Italia, l’iter per un’indagine conoscitiva sul sistema penitenziario. A promuoverla sono stati Enrico Costa, capogruppo degli azzurri, Davide Bellomo, Tommaso Calderone e Pietro Pittalis. L’obiettivo è acquisire dati certi su sovraffollamento, edilizia carceraria, modalità di espiazione della pena, suicidi e condizioni di lavoro della Polizia penitenziaria.
Nel 2025, secondo un report di Antigone, sono stati 6.539 i provvedimenti favorevoli dei Tribunali di sorveglianza per condizioni detentive ritenute lesive dei diritti. Il sovraffollamento incide sulle condizioni di vita dei detenuti, ma anche sul lavoro degli agenti, costretti a operare spesso sotto organico e in strutture dove aumentano tensioni, aggressioni e difficoltà nella gestione quotidiana. Una quota rilevante della popolazione carceraria, peraltro, è composta da persone che potrebbe essere seguita, almeno in parte, attraverso percorsi alternativi alla detenzione. Il caso delle persone tossicodipendenti è emblematico: circa 10mila detenuti potrebbero teoricamente essere indirizzati verso percorsi diversi dal carcere.
In questo scenario torna anche la proposta di Roberto Giachetti sulla liberazione anticipata speciale. È dal 2022 che il deputato di Italia Viva insiste su un intervento temporaneo capace di ridurre la pressione sugli istituti. La proposta sembrava vicina all’approvazione, ma poi, causa veti incrociati, si è fermata.
I problemi del carcere non possono essere risolti soltanto annunciando nuove strutture. Servono certamente nuovi posti, ma costruire carceri richiede anni. Il governo ha scelto in questi anni di intervenire soprattutto sul versante della sicurezza e dell’inasprimento di alcune risposte penali. Una scelta legittima, ma che produce inevitabilmente effetti sulla popolazione carceraria. Se aumentano gli ingressi e contemporaneamente non crescono i posti disponibili, il risultato è matematico: il sovraffollamento aumenta.
Per questo la critica che viene rivolta a Carlo Nordio non riguarda la necessità di essere severi con chi commette reati ma la capacità di governare le conseguenze delle proprie scelte. La certezza della pena non coincide con la certezza del sovraffollamento. La sicurezza non può essere separata dalle condizioni nelle quali la pena viene eseguita. La battaglia radicale, nel solco di Marco Pannella, continua da decenni. Ma questa volta c’è anche un pezzo di Parlamento che prova a misurare il problema. L’indagine chiesta da Costa può servire proprio a questo: fotografare il sistema e verificare che cosa sia stato fatto e che cosa sia rimasto sulla carta.










