di Liana Milella
La Repubblica, 18 maggio 2023
Dopo quattro mesi i dem accettano che il sottosegretario meloniano rappresenti il governo, ma chiedono che si discuta subito in aula l’attacco di FdI contro di loro per il caso Cospito. Dopo quattro mesi di sistematici abbandoni dell’aula, sia alla Camera che al Senato nelle rispettive commissioni Giustizia, non appena arrivava lui, il sottosegretario meloniano Andrea Delmastro Delle Vedove, per conto del governo, oggi per la prima volta i deputati del Pd non hanno lasciato l’aula della commissione. Ma hanno appena chiesto che il suo caso, e la mozione di censura presentata per il suo comportamento contro di loro nel caso Cospito, venga discussa immediatamente in aula. Come spiegano fonti dei dem “non si tratta di una decisione definitiva nei confronti di Delmastro, la cui posizione va chiarita definitivamente di fronte all’intera Camera, ma della sollecitazione che si discuta dopo molti mesi la nostra mozione”.
Da parte di Fratelli d’Italia sarebbe giunta la disponibilità a non opporsi alla discussione del caso in aula, che ovviamente sarà decisa dalla conferenza dei capigruppo. A spiegare la posizione del Pd in commissione è stato il capogruppo Federico Gianassi, il quale ha chiarito che, qualora l’impegno ad affrontare la questione non venisse attuato, lo stesso Pd riprenderebbe la sua protesta.
La vicenda Cospito - Delmastro - Donzelli - Ma nel frattempo, visti anche gli importanti argomenti che la commissione si appresta a trattare, a partire dalla maternità surrogata per cui oggi scadono gli emendamenti, i dem ritengono di compiere questo atto politico volto a sollecitare il definitivo chiarimento su Delmastro e sul suo comportamento nella vicenda Cospito. Perché è stato proprio lui, a febbraio, a chiedere al Dap i rapporti del Gom e del Nic - i due “servizi segreti” che operano nei nostri penitenziari - redatti dopo la visita del 12 gennaio dei dem nel carcere di Bancali a Sassari per incontrare l’anarchico Alfredo Cospito in quel momento in sciopero della fame dal 20 ottobre.
Rapporti che poi sono passati dalla mani di Delmastro a quelle del capogruppo di FdI alla Camera Giovanni Donzelli - peraltro suo compagno di abitazione a Roma - che il primo febbraio ne ha fatto oggetto di un intervento fortemente accusatorio nei confronti dello stesso Pd in aula quando era in discussione la relazione su Cospito del Guardasigilli Carlo Nordio. I dem a quel punto hanno chiesto un Giurì d’onore per chiarire il caso, concluso con un’assoluzione di Donzelli, che però - anche se lui lo contesta - interrogato dallo stesos Giurì aveva ridimensionato la portata politica delle sue parole contro il Pd.
Resta sul tavolo la mozione di censura dello stesso Pd contro Delmastro che tuttora è indagato dalla procura di Roma - e il caso è seguito dal procuratore aggiunto Paolo Ielo - per rivelazioni di segreto d’ufficio proprio per aver diffuso la relazione di Gom e Nic. Il punto dell’inchiesta è quale qualifica di segretezza avessero quelle carte. Adesso la richiesta del Pd di calendarizzare subito la mozione di censura da oggi è sul tavolo del presidente della Camera Luciano Fontana.










