di Conchita Sannino
La Repubblica, 7 maggio 2025
L’obiettivo è punire chiunque venda una lama ai minori, in esercizi commerciali oppure online. Serracchiani: “L’escalation è sotto gli occhi di tutti”. Una proposta di legge del Pd e un appello aperto alle altre forze per fermare i ragazzi con i coltelli: punendo chiunque venda una lama ai minori, in esercizi commerciali oppure online. Ma anche un’iniziativa più ampia per “tornare a un reale, efficace percorso di recupero dei ragazzi che commettono reati, che sono ormai tanti e vengono da vissuti, storie, ceti diversi “. E in fondo: una battaglia per non lasciare alla destra la parola “sicurezza”.
Non si può eludere la domanda di protezione sociale che sale dai territori, puntualizzano i vertici dem. “Un’istanza giusta, a cui però non si può rispondere con atti di propaganda o con misure incostituzionali”, vedi l’ultimo decreto sicurezza varato dal governo. “Ma con norme stringenti che vadano di pari passo con la rieducazione dei minori”.
L’alert esiste, e non solo dopo i diffusi e drammatici episodi dell’ultima settimana: è la premessa della conferenza, alla Camera, di Debora Serracchiani, responsabile Giustizia del Pd, con i colleghi Walter Verini e Filippo Sensi. “L’escalation è sotto gli occhi di tutti, preoccupante: e la violenza tra ragazzi sia precoci adolescenti sia under 20 sempre più spesso è legata all’uso delle lame, un simbolo inquietante di un disagio crescente. Quest’arma, facilmente reperibile, è ormai una presenza costante tra giovanissimi, e viene utilizzata con allarmante frequenza per risolvere conflitti e diverbi”, sottolinea Serracchiani. Che, con Gianassi, Di Biase e Lacarra, ha depositato alla Camera la proposta di legge che prevede in sintesi, nel codice penale, dopo l’articolo 696, nuove disposizioni penali e amministrative che puntano “a contrastare un fenomeno dalle dimensioni ormai preoccupanti”. In concreto: per chiunque venda al minore una lama o un’arma simile, è previsto l’arresto e il carcere “fino a 3 anni” e un’ammenda da mille a 10mila euro. E per il giovanissimo responsabile, è obbligatorio un percorso specifico di rieducazione, con cadenza “almeno settimanale”.
Il Pd vuole colmare un “vuoto normativo che esiste nell’ordinamento e per noi era fondamentale - spiega la deputata dem - mettere al centro della proposta di legge l’obbligo di specifici percorsi rieducativi in cui dovrà essere impegnato il minore presso le comunità individuate, e a cui è legata la sospensione condizionale della pena”.
Parallelamente, al Senato Verini è primo firmatario della proposta, sottoscritta anche da Sensi, che regolamenta l’uso delle armi da fuoco, con una vigilanza più ferrea sui processi che portano alla concessione di licenze e alla tracciabilità di pistole e fucili. (Proposta poi bloccata nella Prima commissione, perché alle prese con le ex urgentissime riforme della destra: premierato e Autonomia differenziata). “Un’iniziativa che va in senso opposto - sottolineano i due senatori - rispetto alle norme con cui la destra prevede che le forze dell’ordine possano avere anche la seconda arma”.
Due strade parallele su cui il Pd intende andare fino in fondo, chiamando gli alleati a fare squadra (sulla proposta Verini-Sensi c’è già l’adesione di Renzi e di Avs) e aprendo a un confronto con la maggioranza. Misure che servono, per i dem, a “dimostrare che non è vero che destra sia sinonimo di sicurezza: le uniche misure che stanno perseguendo, con il decreto Caivano, ad esempio stanno facendo esplodere la questione minorile, aggravata sensibilmente”. Troppe armi in giro. Solo nell’ultima settimana, drammatici e diffusi episodi ripropongono un allarme che , in realtà, era esploso in termini preoccupanti, nel Sud Italia, oltre 10 anni fa. Ora riemerge al nord: prima il 26enne ucciso a Bergamo con una coltellata, poi quattro casi eclatanti di violenza Torino nel giro di pochi giorni, ora un altro morto a Pavia, tutti ad opera di giovani.
“Vorremmo fare in modo che sia alla Camera che al Senato si trovino le maggiori convergenze possibili - spiega Verini -. Anche se purtroppo abbiamo una destra che fa il tifo per la giustizia fai da te: filosofia che va combattuta. Anche perché porta a danni non previsti, vedi qualche veglione di Capodanno ...”, è la battuta sulla clamorosa vicenda di Rosazza (Biella) che, per il ferimento di un familiare del caposcorta di Delmastro, avvenuto la notte del primo gennaio 2024, vede oggi a processo il deputato Fdi (sospeso) Pozzolo.
“Tra licenze e nulla osta, un report di Sky ha stimato che ci sono almeno cinque milioni di armi in giro per il Paese: il che significa che un italiano su dieci possiede in qualche modo un’arma, se vogliamo, una famiglia su cinque”, sottolinea il senatore Sensi, che ricorda come lo stesso fenomeno abbia spinto anche il governo di Londra a risposte urgenti. “Uno dei punti del programma del governo laburista era quello della prevenzione dei knife crime, i crimini da coltelli. Io non penso che agiamo sulla base dell’emotività. La nostra non è una proposta allarmistica e repressiva. La questione della sicurezza va presidiata in questo modo”.











