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di Ferruccio Sansa e Giuseppe Pipitone

Il Fatto Quotidiano, 26 marzo 2026

Il sottosegretario e la nuova Direzione generale ad hoc affidata a un fedelissimo. Andrea Delmastro non c’è più. Ma al Dipartimento amministrazione penitenziaria resta ampia traccia di tre anni del suo lavoro. Soprattutto sul fronte del 41bis, cioè il carcere duro per mafiosi e terroristi. In questo senso, la svolta targata Delmastro è contenuta in un ordine di servizio passato inosservato. Quello 248 del 7 novembre 2025, firmato dal capo del Dap Stefano De Michele, ma che secondo quanto risulta al Fatto era stato fortemente voluto dall’ormai ex sottosegretario con delega all’amministrazione penitenziaria. Il documento richiama “la nota della Capo di Gabinetto del Ministro della Giustizia”. Cioè Giusi Bartolozzi. Proprio lei che, come mostrano le foto pubblicate dal Fatto, era a cena con Delmastro alla Bisteccheria di cui l’allora sottosegretario era socio con Miriam Caroccia, figlia di Mauro, prestanome dei Senese.

L’Ordine di Servizio 248, visionato da questo giornale, ha come oggetto la “priorità di dover procedere a concretizzare l’assetto organizzativo e funzionale della nuova Direzione Generale delle specialità del Corpo di Polizia Penitenziaria”. Da tempo in ambito carcerario si discute della creazione di un nuovo organo al quale dovranno riferire i vari rami della Polizia Penitenziaria come il Gom (Gruppo Operativo Mobile) e il Nic (Nucleo Investigativo Centrale).

Nomi che, ai profani, dicono poco. Ma che hanno fondamentale importanza: per esempio il Gom amministra in via esclusiva i detenuti in regime di 41 bis. Vuol dire che sono gli uomini di questo nucleo che gestiscono la corrispondenza dei boss mafiosi, ne trascrivono i colloqui e ne annotano le esternazioni durante le ore di socialità.

Gli addetti ai lavori sanno bene che si tratta di un patrimonio informativo delicatissimo. Finora la gestione delle informazioni provenienti dal 41 bis è quasi sempre stata della Direzione generale Detenuti e Trattamento, guidata da un magistrato (al momento è Ernesto Napolillo). A livello superiore, ovviamente, è direttamente il vertice dell’amministrazione a gestire questo materiale. L’ordine di servizio 248, però, interviene su questa materia: visto che tutti i nuclei della Polizia Penitenziaria dovranno fare capo alla nuova direzione, vuol dire che anche le informazioni raccolte dal Gom dovranno finire al nuovo ufficio.

Che non sarà guidato da un magistrato, ma da un dirigente della Penitenziaria. È questo particolare che ha sollevato qualche perplessità in ambiente Dap. Ma da chi sarà guidato il nuovo organo? “Augusto Zaccariello, dirigente superiore del Corpo di Polizia Penitenziaria, è meritevole dell’in - carico per qualifica, curriculum e risultati conseguiti nella lunga carriera”, è scritto dell’ordine di servizio. Figura stimata all’interno delle carceri, già al vertice del Gom, con Delmastro ha ottenuto due promozioni per meriti straordinari ed è diventato dirigente generale. Nulla da dire dunque sulle sue qualità professionali. Zaccariello, però, è considerato vicino a Delmastro: c’era anche lui alla cena alla bisteccheria. Il Fatto gli ha chiesto un commento, ma senza successo. Ora che il sottosegretario ha lasciato, toccherà a lui gestire il nuovo corso penitenziario e i segreti del 41bis.