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di Francesco Centonze*


Corriere della Sera, 5 dicembre 2020

 

La prima ondata pandemica ha puntualmente generato molteplici indagini penali nei confronti di medici impegnati nella gestione dei pazienti affetti da Covid-19. La stampa ha da ultimo dato notizia di un procedimento aperto, per omicidio colposo plurimo ed epidemia colposa, in relazione ai contagi avvenuti nell'ospedale di Sassari. Si pone pertanto con tutta evidenza il problema del crescente rischio giudiziario del personale medico.

Il contesto è dei più avversi per i sanitari: incertezza scientifica nell'affrontare problematiche inedite, scarsità delle risorse disponibili e, più in generale, condizioni di operatività perennemente emergenziali. I medici, nell'ambito di organizzazioni ospedaliere sottoposte a una continua tensione, sono chiamati a prendere decisioni difficili e a effettuare, caso per caso, un bilanciamento tra diversi interessi: la tempestività delle cure, le aspettative degli altri malati e l'opportunità di scelte terapeutiche "difensive".

Quali soluzioni dunque per contenere i rischi giudiziari dei medici? Le proposte volte a introdurre una causa di non punibilità per gli operatori sanitari non hanno - condivisibilmente - trovato il consenso del Parlamento. In realtà, piuttosto che cercare rimedi estemporanei, potrebbe essere sufficiente adoperare le regole esistenti in conformità ai principi costituzionali. In altre parole, è quanto mai indispensabile, nell'epoca della pandemia, un approccio giudiziario alla responsabilità sanitaria orientato al rigoroso accertamento della colpa medica e della causalità. L'"oltre ogni ragionevole dubbio" è una regola probatoria e di giudizio che consente una seria delimitazione delle condotte penalmente rilevanti. In questa prospettiva, la Procura Generale della Cassazione ha recentemente evidenziato "l'opportunità di identificare la regola cautelare di riferimento", in modo da verificare "se fosse esigibile un comportamento organizzativo e terapeutico diverso".

 

*Ordinario di diritto penale Università Cattolica, Piacenza