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di Tommaso Fregatti

 

Il Secolo XIX, 17 marzo 2021

 

Dice di essere onorato di far parte della commissione per la riforma della giustizia penale voluta dal nuovo ministro della giustizia Marta Cartabia ma dimostra anche di avere le idee chiarissime su quelli che saranno gli obiettivi del gruppo di lavoro. "Abbiamo tempi stretti, cominciamo giovedì prossimo. Opereremo un po' da remoto e un po' in presenza".
Mitja Gialuz, triestino, 46 anni, professore ordinario di Diritto processuale penale della facoltà di giurisprudenza di Genova, è stato scelto dal neo Guardasigilli tra i dodici esperti che dovranno studiare un pacchetto di proposte per il ministero, in relazione al disegno di legge delega sul processo penale in discussione alla Camera.
Per Gialuz l'obiettivo primario è proprio la "ragionevole durata del processo". "Su questo tema - spiega il professore - siamo stati condannati più volte dalla Corte europea, senza dimenticare le ripetute raccomandazioni dell'Unione europea per la riduzione dei tempi. A oggi il processo penale non rende giustizia a nessuno. Alla vittima del reato, alla comunità ma anche allo stesso imputato che subisce una pendenza processuale infinita ed è sottoposto a tempi inaccettabili che stravolgono la vita delle persone. Servono tempi congrui".
Tra gli aspetti che la commissione intende valutare c'è senza dubbio anche la durata delle indagini: "Che non devono essere una duplicazione del processo ma devono essere svolte in un tempo efficace e tempestivo", aggiunge il docente. Così come non si può pensare di chiamare a testimoniare persone in aula su fatti avvenuti cinque o sei anni prima. "Il dibattimento - dice Gialuz - è spesso troppo lontano nel tempo e questo comporta difficoltà anche per chi si deve presentare a testimoniare come persona informata sui fatti".
L'altro punto fondamentale del lavoro della commissione sarà la prescrizione. "Un nodo politicamente sensibile", lo definisce il professore universitario, che da un anno è diventato ordinario nel capoluogo ligure e si dichiara legato profondamente a Genova.
"Sulla prescrizione - aggiunge Gialuz - ci sono varie possibilità che vanno approfondite, bilanciando le garanzie individuali con quelle della collettività. Si deve raggiungere un ragionevole equilibrio secondo quando indicato dalla Costituzione e questo approfondimento può essere agevolato dalla presenza di un ministro come Marta Cartabia, che è stata presidente della Corte costituzionale, ma anche dal coinvolgimento di altri giuristi di fama come appunto Giorgio Lattanzi, Ernesto Lupo e Gian Luigi Gatta".