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Il Foglio, 17 maggio 2024

Il nodo della giustizia è sempre più aggrovigliato e la conseguenza è che il confronto tra politica e magistratura e tra giudici e avvocati si svolge all’insegna della polemica e della incomprensione. Una vera maledizione. La proposta per una amministrazione della giustizia (più) umana e consapevole - formulata dalle nostre quattro associazioni e per ora raccolta dai deputati di +Europa - si muove su un terreno che dovrebbe trovare un consenso di tutti i soggetti interessati e coinvolti.

Il progetto “Sciascia-Tortora” non intende penalizzare nessuno e abbiamo ragione di ritenere che sarà accolto nello spirito che lo anima. Il potere di incarcerare le persone, di privarle della libertà, è davvero il più terribile e richiede responsabilità, consapevolezza e delicatezza. Il senso della proposta è limpido. Si chiede che la formazione dei futuri magistrati sia arricchita dalla lettura e dallo studio dei testi classici di Beccaria, Manzoni e Verri ma anche dei testi sciasciani e delle lettere di Tortora e si suggerisce di fare una esperienza di conoscenza del carcere, un deposito di corpi reso terribile dalle condizioni di vita quotidiana indegne a causa anche del sovraffollamento.

Un bagno di cultura e di realtà che può aiutare a decidere - con giusto tremore e con la sofferenza che dovrebbe accompagnare l’esercizio della giurisdizione - della vita di uomini e donne. Ci auguriamo che il ministro della Giustizia Carlo Nordio ricordi e mantenga l’impegno assunto nel 2011 a Palermo in un colloquium organizzato dalla Associazione amici di Leonardo Sciascia di presentare al Parlamento proprio questa proposta se mai fosse divenuto ministro della giustizia. La proposta ora è depositata e siamo certi che raccoglierà tante adesioni e aspettiamo il parere favorevole del governo.

Valerio Onida, ex presidente della Corte costituzionale, come presidente della Scuola superiore della magistratura indicò l’utilità di stage dei magistrati negli istituti di pena e dette un esempio di civiltà e di umiltà entrando nel carcere di San Vittore come volontario per aiutare i detenuti a chiedere il rispetto dei diritti previsti dall’ordinamento penitenziario. Così la Costituzione sarà viva e rispettata e la battaglia di Enzo Tortora per una giustizia giusta così come i visionari e saggi paradossi di Leonardo Sciascia lasceranno un segno di buon senso nel mondo della giustizia.

Simona Viola (Amici di Leonardo Sciascia)

Guido Camera (Italiastatodidiritto)

Francesca Scopelliti (Fondazione Internazionale per la giustizia Enzo Tortora)

Franco Corleone (Società della ragione)